Una indagine DoxaPharma sull’ omeopatia in Italia- intervista a dott. Fausto Panni Presidente di Omeoimprese
A margine della presentazione della ricerca “Medicinali omeopatici e popolazione italiana, i drivers di comunicazione per Omeoimprese”, abbiamo rivolto alcune domande al dottor Fausto Panni, presidente di Omeoimprese
Secondo una recente indagine di DoxaPharma, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 1100 persone, oltre l’82 per cento degli italiani conosce i medicinali
omeopatici. Più del 16 per cento della popolazione italiana li ha utilizzati nell’ultimo anno, mentre il 2,5 per cento ricorre a queste terapie almeno una volta alla settimana. Ma si tratta di una conoscenza del farmaco omeopatico, dovuta più al passaparola di amici e parenti che al ruolo scientifico di medici e farmacisti. Per la maggioranza degli intervistati il medicinale omeopatico è un prodotto di provenienza naturale, senza effetti collaterali e del quale non si conosce bene a cosa serva, né come funzioni esattamente.
Presidente Panni, i farmaci omeopatici sono sempre più apprezzati dagli italiani…
“Indubbiamente i dati che emergono dalla ricerca rafforzano l’aspetto quantitativo, di una realtà che oggi non è più possibile ignorare. Gli utilizzatori delle medicine non convenzionali sono ormai milioni. A livello europeo parliamo di numeri come 100milioni di persone. E il trend è in netta crescita. In particolare per l’omeopatia. Una medicina alternativa che, nonostante i suoi non pochi detrattori, in Italia annovera un numero sempre più elevato di estimatori”.
Tuttavia, a fronte di una crescente notorietà, la ricerca ha rivelato una forte mancanza di informazione e una scarsa conoscenza, del farmaco omeopatico…
“I dati parlano chiaro e questo è un tema nuovo che dobbiamo risolvere con urgenza. L’Associazione ha un compito importante nell’aiutare la crescita informativa, ma è necessario che anche medici e farmacisti accrescano il loro ruolo informativo, nel divulgare informazioni sui medicinali omeopatici, soprattutto in termini di indicazioni, efficacia, test scientifici, posologia e modalità d’uso. In questo senso chiediamo più attenzione e più impegno, nella diffusione di corrette informazioni, anche da parte delle istituzioni. Gli utilizzatori dell’omeopatia, secondo l’indagine, potrebbero essere addirittura il triplo, se non mancassero proprio quegli elementi di informazione. Potenzialmente, potremmo avere un mercato molto più ampio. E non parlo solo dal punto di vista industriale, ma soprattutto sociale. Vale a dire: abbiamo a disposizione una medicina non convenzionale come l’omeopatia, che rispetto al farmaco allopatico, utilizzata in certe patologie, non induce effetti collaterali e ospedalizzazione e di conseguenza consente di avere un minore impatto sulla spesa sanitaria. Questo “conto economico” alcune regioni, come la Toscana, lo stanno già vedendo in iniziative, avviate nei confronti dell’omeopatia. Ma è un percorso difficile”.
Allo stato attuale i medicinali omeopatici in vendita in farmacia sono quelli notificati al Ministero della Salute nel 1995. Entro il 2015 dovranno essere tutti registrati all’AIFA. Di recente è stata avviata da parte di AIFA la ricognizione dei medicinali omeopatici, che vede le aziende impegnate in un ponderoso lavoro di compilazione, considerato che parliamo di oltre 30mila prodotti…
“E’ di questi ultimi mesi un’intensa attività di dialogo con AIFA, indirizzata a raggiungere in piena collaborazione il traguardo del 2015, data entro la quale i medicinali omeopatici, attualmente sul mercato, dovranno essere registrati. Anche la politica ha dimostrato maggiore interesse per il tema dell’omeopatia allargando l’azione anche sul fronte del riconoscimento della figura del medico specializzato in omeopatia, omotossicologia e antroposofia. In particolare, i senatori Baio, Bosone e D’Ambrosio Lettieri e l’onorevole Molteni, sono stati molto attivi nel presentare emendamenti indirizzati a raggiungere una maggiore semplificazione dell’iter registrativo. La regolarizzazione dei farmaci omeopatici è un passo importante e fondamentale per l’apertura al mercato estero, dei nostri prodotti. Vorrei solo ricordare il “peso” che un comparto come quello omeopatico, da anni in crescita, offre all’economia italiana. I dati raccolti tra i nostri associati (rappresentano il 90 per cento del mercato), indicano per il 2011 una crescita media di circa il 3 per cento, per un totale di circa 162 milioni di euro corrispondente a un sell-out (venduto in farmacia) di circa 325 milioni di euro. Con quasi 28milioni di confezioni vendute nel 2011”.
Quali sono gli altri nodi ancora da sciogliere in ambito omeopatico?
“Per le caratteristiche specifiche dei medicinali omeopatici, si auspica che nelle commissioni esaminatrici dei dossier di medicinali omeopatici siano presenti anche esperti che abbiano una preparazione specifica, in materia di medicinali omeopatici e antroposofici. Poi è di estrema importanza la questione del foglio illustrativo e della pubblicità. Il Codice unico del farmaco prevede che i medicinali omeopatici non abbiano il foglio illustrativo e di conseguenza non possano recare informazioni su posologia, indicazioni terapeutiche e controindicazioni. Tale situazione è in contrasto con i principi di sicurezza e tutela della salute dei cittadini. Non da ultimo, è necessario poter dare sviluppo alla ricerca indipendente sui medicinali omeopatici”.
Articolo di Luisa Romagnoni – Omeopatiasalute.it

