Farmaci da automedicazione: il “bollino sorridente” compie dieci anni
Il desiderio di partecipazione diretta e la maggiore consapevolezza dei cittadini nelle scelte che riguardano la propria salute, unite al progressivo invecchiamento della popolazione ed alla crescente pressione sulle risorse disponibili per il sistema sanitario, sono stati al centro del dibattito fra rappresentanti delle istituzioni, dei consumatori, dell’industria farmaceutica, dei medici e dei farmacisti, in occasione dell’Osservatorio dell’Automedicazione promosso da ANIFA, Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’Automedicazione con il titolo: “Dieci anni di automedicazione: così il “bollino rosso” ha cambiato la nostra salute”.
Compie infatti 10 anni il bollino con la faccina sorridente e la scritta “farmaco senza obbligo di ricetta” che compare sulle confezioni dei medicinali acquistabili senza bisogno di prescrizione medica, quelli cioè che possono essere usati autonomamente – ma responsabilmente – per il trattamento dei più comuni e lievi disturbi di salute. Introdotto nel 2002 in Italia – unico paese ad averlo adottato – questo bollino ha l’obiettivo di rendere facilmente identificabili dal cittadino i farmaci senza ricetta, di automedicazione, per distinguerli dai medicinali con obbligo di ricetta e da tutti i prodotti per la salute che non sono farmaci.
Il bollino ha contribuito a favorire una cultura della automedicazione responsabile, ma molto resta da fare in questa direzione anche alla luce dei cambiamenti avvenuti in questi ultimi dieci anni nelle abitudini dei consumatori e delle sfide che il Sistema Sanitario si trova ad affrontare.
“Per loro natura, i farmaci senza ricetta, di automedicazione, possono svolgere un ruolo positivo contribuendo alla sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale” afferma Stefano Brovelli, Presidente ANIFA “in quanto farmaci sono autorizzati dalle Autorità Sanitarie e rispondono quindi a criteri di efficacia e di sicurezza. Sono facilmente riconoscibili grazie al bollino e specificamente indicati proprio per il trattamento di quegli ambiti di salute e cura su cui il cittadino può appropriatamente esercitare la propria autonomia e responsabilità”.
Secondo l’indagine realizzata da GfK Eurisko per conto di ANIFA, negli ultimi 10 anni è cresciuta una concezione più evoluta e articolata della salute che ha avuto un impatto significativo anche sui comportamenti pratici di gestione: è aumentata la “propensione a fare”, ovvero ad occuparsi della propria salute sia in termini preventivi, sia in termini curativi. Inoltre, accanto ai segmenti tradizionalmente “attenti” alla salute – donne, élites socioculturali, emergono nuovi segmenti come i “nuovi” anziani e gli uomini, tradizionalmente più disattenti.
“La risposta concreta ad una domanda di salute sempre più complessa e autonoma da parte dei cittadini passa attraverso un allargamento dell’offerta terapeutica disponibile in automedicazione” aggiunge Brovelli.
L’empowerment del cittadino fa crescere anche la ricerca di informazioni, fenomeno che ha subito una grande accelerazione con la sempre più ampia diffusione di Internet e dei social network: circa il 50 per cento degli internauti oggi cerca informazioni sulla salute in Internet ed una percentuale sempre maggiore (17 per cento nel 2012, rispetto al 2 per cento dello scorso anno) scambia e condivide informazioni ed esperienze con gli altri attraverso forum e blog.
Si pone quindi con urgenza il problema della certificazione delle fonti di informazione. “Oggi chiunque può mettere on line elenchi di farmaci e fogli illustrativi non necessariamente attendibili” sottolinea Stefano Brovelli “Occorre invece favorire quelle fonti, facilmente identificabili, che hanno interesse a diffondere informazioni vere e certificabili. Si dovrebbe consentire a tutti i farmaci senza ricetta di comunicare direttamente al pubblico (oggi solo una parte può farlo), visto che tutta la comunicazione sui farmaci è subordinata ad una autorizzazione preventiva da parte del Ministero della Salute. Inoltre, le aziende dovrebbero poter riportare il sito web del farmaco anche sulla confezione o pubblicare sul proprio sito web l’elenco dei propri farmaci, eventualmente corredati anche dal Foglio Illustrativo aggiornato. Fra l’azienda e soggetti terzi, è la prima ad avere interesse a diffondere informazioni vere ed aggiornate sui farmaci ed è sempre l’azienda ad essere più facilmente raggiungibile e sanzionabile in caso dica il falso”.
“Su questi aspetti – conclude il Presidente Brovelli – come Associazione nazionale dei farmaci di automedicazione vogliamo aprire un confronto con tutti gli attori direttamente coinvolti con lo sviluppo dell’automedicazione nel nostro Paese, affinché il bollino di riconoscimento dei farmaci senza ricetta, di automedicazione, possa diventare il punto di riferimento attorno al quale costruire risposte concrete, sicure ed efficaci, in uno scenario in continua evoluzione che chiede costante capacità di anticipazione da parte delle rappresentanze dei consumatori, delle Industrie, delle Categorie professionali e dell’Amministrazione sanitaria”.

