Lo smog può uccidere? Sì e ci sono le prove
Che l’eccessiva e prolungata esposizione agli agenti inquinanti fosse dannosa era già noto, ma un recente studio pubblicato su Environmental Health Perspectives ha dimostrato che lo smog aumenterebbe in modo indiscutibile il rischio di tumore, di ictus, d’infarto e di morte.
L’indagine è stata condotta dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio e ha coinvolto un milione e duecentomila abitanti della capitale che sono stati seguiti dal 2001 al 2010. Si tratta del più grande studio epidemiologico italiano (e tra i più grandi al mondo) volto a chiarire l’effetto dell’inquinamento sulla salute dell’uomo.
I ricercatori, in particolare, hanno dimostrato quanto siano pericolosi due tipi di inquinanti: il PM2,5 (detto particolato sottile) e il NO2 (cioè il biossido di azoto), evidenziando una diretta correlazione tra l’aumento di polveri e biossido di azoto e l’incremento percentuale del rischio di morte nella popolazione esposta.
Per stabilire la correlazione tra mortalità ed esposizione allo smog gli autori hanno stabilito innanzitutto il grado medio di tossicità di ogni angolo di Roma misurando i livelli dei due principali inquinanti, tenendo conto delle varie stagioni, dei dati pervenuti dalle centraline e dei modelli statistici di dispersione degli inquinanti. È stata poi considerata la distanza di residenza degli abitanti coinvolti nello studio rispetto alla rete stradale con il maggior traffico. I computer hanno poi associato i dati relativi alla sede di residenza delle persone decedute con quelli riguardanti il livello di traffico e inquinamento.
Dopo attenta analisi dei risultati è emerso un quadro decisamente allarmante: ad ogni aumento di 10 µg/m3 (microgrammi per metrocubo) di biossido di azoto il rischio di mortalità generale aumenterebbe del 3 per cento così come il rischio di decesso per malattie respiratorie croniche, mentre il pericolo di morte dovuto a tumore al polmone e malattie ischemiche (come ictus e infarto) salirebbe al 4 per cento. L’esposizione prolungata alle polveri sottili, invece, sarebbe ancora più pericolosa: ad ogni aumento di 10 µg/m3 si avrebbe un maggior rischio di mortalità generale del 6 per cento, che sale al 10 per cento se si considerano i decessi per malattie al cuore.

