C’è un’ora “giusta” anche per pranzare
Vuoi dimagrire? Tieni d’occhio anche l’orologio! Gli orari dei pasti condizionerebbero infatti la capacità dell’organismo di accumulare o smaltire le energie introdotte con gli alimenti. Lo attesta uno studio pubblicato dall’International Journal of Obesity il quale dimostrerebbe che il pranzo consumato nel primo pomeriggio (dopo le 15), rispetto ad orari più tradizionali, favorisce l’aumento di peso.
Ad influenzare questo processo contribuirebbero i ritmi ormonali che variano a seconda delle ore della giornata. Una indicazione, quindi, a distribuire correttamente gli alimenti nell’arco della giornata, preferendo quelli più energetici a colazione e a pranzo e quelli più leggeri alla sera. Ecco cosa suggerisce l’esperto su orari e cibi:
Colazione: è meglio farla dalle 07:00 alle 08:00. In questa fascia oraria cortisolo e insulina, gli ormoni che favoriscono la ripresa delle attività, sono ai massimi livelli e consentono di bruciare più facilmente le calorie. Previlegiare i carboidrati (gallette di riso o pane integrale con miele, ad esempio) che danno energia e le proteine (yogurt magro, latte scremato, un uovo o due fette di prosciutto crudo) che modulano l’insulina.
Pranzo: dalle 12:00 alle 13:00. Il cortisolo comincia a calare e salgono i livelli degli ormoni tiroidei (T3 e T4). Essi attivano il metabolismo che ‘sfrutta’ il cibo per produrre energia anziché accumularlo in grasso. A pranzo è indicato consumare carboidrati (pasta, riso, patate) abbinati a legumi e a una porzione di verdure cotte o crude. E per soddisfare la gola? Un dessert è concesso!
Cena: dalle 19:00 alle 20:00. Verso sera inizia la produzione di GH, l’ormone della crescita, e di IGF-1 (somatomedina) i quali durante la notte rigenerano i tessuti e favoriscono l’aumento della massa magra. La loro azione è al top a digiuno; dunque cenare presto è l’ideale e soprattutto con cibi leggeri . Quali? Alimenti proteici (carne magra, pesce e uova), verdure a volontà, pochi carboidrati (una sola fetta di pane, meglio se integrale) e niente dolci che aumentano la produzione di insulina e bloccano l’azione del GH.

