Vincetoxicum officinale come antivirale nel trattamento preventivo
Domanda di Marco55
Buongiorno,
volevo un consiglio da voi. Vorrei assumere Vincetoxicum officinale come antivirale nel trattamento preventivo. Che tipo di diluzione e posologia mi consiglia?
Ho notato che ci sono in commercio molti prodotti contenenti questo principio, ma con presenza di altre piante, dunque della pianta unica non ho trovato molte indicazioni in merito.
Ringrazio per la cortese attenzione
Carissimo Marco,
se controlla bene vedrà che il Vincetoxicum è il componente quasi unico (vi è solo una piccola presenza aggiuntiva di zolfo) di un prodotto omotossicologico di nome Engystol, che è ampiamente distribuito. Lo trova, con quasi identica formulazione, con altri nomi prodotti da altre case omotossicologiche. Credo che Lei possa, per questo, tranquillamente fare riferimento a un collega omotossicologo, oppure rivolgersi alla casa produttrice. Purtroppo non posso esserLe di maggiore aiuto, poiché non utilizzo i prodotti omotossicologici.
Sull’uso della pianta unica in ambito omeopatico vi è letteratura ma a diluizioni, appunto, omeopatiche che ben si adattano a un quadro, e per un utilizzo, non unicamente “antivirale”, ma collegato a un quadro individualizzato. Io non utilizzo rimedi omeopatici unitari senza conoscere la persona. In ogni caso i sintomi del proving omeopatico (Dr. Gluck nel 1988) lo caratterizzano con efficacia nella sindrome influenzale con sintomo principale legato al mal di testa. Dalla ditta Remedia (www.remedia.at) può trovare una bassa diluizione quasi fitoterapia.
Nell’uso come fitoterapico puro prevale l’indicazione per le condizioni di allergia, poiché regola la risposta Th2 del sistema immunitario, anche se viene riportata efficacia nelle fasi acute febbrili, nella mononucleosi, linfoadeniti e come sostegno nelle forme virali. Anche qui la posologia va adattata alla persona. Potrebbe non essere quindi il miglior antivirale per lei.
Una domanda: come mai l’ha colpita l’utilizzo del Vincetoxicum rispetto a quello di altri fitoterapici più diffusi e con maggiore e consolidata tradizione tenendo conto che, in più, ha fatto fatica a trovare indicazioni sulla pianta unica? Mi scusi ma è una domanda che mi sorge spontanea, poiché, credo, sia alla ricerca di un ausilio efficace più che una ricerca botanica fine a se stessa.
Cordiali saluti,
dott. Maurizio Italiano
