Ecco le regole che (com)battono l’influenza
Il piccolo di attacco, ahimè, è atteso per Natale quando i 200 virus circolanti nell’aria, e responsabili dell’influenza targata 2015, sembra saranno maggiormente attivi. È così il rischio per 4 o 5 mila italiani di trovare sotto l’albero una boule dell’acqua calda, antipiretici, febbre e naso colante o tosse è piuttosto alto. Un tentativo per allontanare il rischio, o meglio per scampare il pericolo lo possiamo pure fare, adottando alcune buone regole pratiche che non passano mai di moda (valgono cioè per ogni edizione dell’influenza) e che rappresentano una buona ed efficace prevenzione.
• Lavarsi spesso le mani. Perché sono il principale mezzo di trasmissione dei virus respiratori; basta infatti una semplice stretta di mano data a chi proprio in perfetta forma non è, per essere a rischio di influenza.
• Riposarsi bene e a lungo. Infatti ogni infezione virale riduce la capacità di risposta del sistema immunitario che significa maggiore vulnerabilità nel poter subire l’azione degli agenti esterni infettivi. L’attività fisica, ad esempio, riduce nell’immediato la risposta immunitaria e espone al rischio degli sbalzi di temperatura i quali, quando il fisico è debole, possono facilitare la comparsa di forme influenzali anche di media o severa intensità e a sovrainfezioni.
• Pasti leggeri e corretta idratazione. L’appetito se ne va quando si è malaticci, dunque la buona regola è mangiare poco, leggero e di frequente. Inoltre è indicato bere molto perché la buona idratazione ha un duplice effetto: ripristina, nell’organismo, i livelli di liquidi e sali minerali persi con le copiose sudorazioni ed evita di incorrere in episodi di disidratazione.
• Asciugare bene i capelli. Specie se si va in palestra e si esce all’aperto ancora accaldati. Freddo e umidità, specie sulla testa, possono favorire il raffreddamento e il proliferare delle infezioni virali.
• Indossare cappello, paraorecchie e sciarpe. In una parola, coprirsi bene: soprattutto testa, bocca e naso. Questo perché il raffreddamento delle prime vie aeree facilita la penetrazione dei virus, a causa della riduzione dell’effetto barriera svolto dalle cellule del tratto respiratorio.
• Farsi (o farsi fare le coccole). Esse aumentano infatti le endorfine, una sostanza prodotta dal cervello, che svolge sull’organismo una azione analgesica e/o eccitante. Ovvero le endorfine leggasi anche le coccole) riducono la sintomatologia dolorosa e permettono il rilascio di citochine pro-infiammatorie, proteine che favoriscono la risposta immunitaria.
• Automedicarsi. Spesso, negli stati influenzali o parinfluenzali iniziali o lievi, può essere sufficiente una autosomministrazione farmacologica, con una terapia cioè ‘da banco’ consigliata dal farmacista e che aiuta a controllare i sintomi. Se dopo 5-6 giorni di terapia i problemi persistono, meglio rivolgersi al medico curante per un trattamento mirato.
Francesca Morelli

