Troppi (e pericolosi) gli energy drink fra i più giovani
Li consumano il 50% dei giovani, scambiandoli per ‘comuni’ bibite gassate o integratori per lo sport utili a reintegrare i sali persi nel corso dell’attività fisica, e nel 46% dei casi anche mescolati con gli alcolici. Sono i dati (poco tranquillizzanti) emersi da uno studio pubblicato sulla rivista ‘Alcoholism: clinical & experimental Reserach, condotto dalla Scuola di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Catanzaro sugli ‘energy drink’, bevande energizzanti appunto, spesso alcooliche che ricaricano mente e psiche per l’elevata componente di caffeina. Che si raddoppia se accoppiata ad altre sostante quali carboidrati, guaranà, vitamine del gruppo B, ginseng, aminoacidi (taurina) le quali agiscono tutte sul metabolismo, eccitandolo.
870 studenti fra i 15 e i 19 anni, quelli campione dello studio, sembrano però essere poco consapevoli del potere di queste bevande, consumandole con troppa superficialità. Solo il 30% le associa infatti al caffè e ai conseguenti possibili effetti collaterali – fra i più comuni intossicazione, mal di testa, nausea, vomito, tachicardia, ipertensione, tremore, dolori al petto – specie se vengono consumati in quantità eccessive o tracannati dopo e in sovrappiù ai normali caffè giornalieri. Talvolta fino a trasformare queste bevande in una dipendenza, con sintomi tipici da crisi di astinenza –sbalzi di umore, irritabilità, depressione, disturbi delle capacità cognitive – una volta smessa l’assunzione della ‘sostanza tossica’.
Gli esperti dunque avvertono genitori e ragazzi: gli energy drink non sono la soluzione per ‘sentirsi su di giri’, tonici e frizzanti. Anzi essi possono mascherare gli effetti negativi dell’alcool, senza accusare il post-sbornia. Ma, uniti all’alcool, possono invece scatenare comportamenti a rischio aumentando le possibilità di incidenti stradali (spesso sono infatti bevuti al sabato sera) perché gli effetti sedativi dell’alcol sono stemperati dall’azione stimolante della caffeina.
Francesca Morelli

