Dalle urine un possibile test per la diagnosi dell’HPV?
Urine, invece del più tradizionale pap test per diagnosticare l’HPV, ovvero il papilloma virus umano. Una infezione che si trasmette per via sessuale e che può essere causa di malattie della pelle e nei casi più seri di lesioni alle mucose e al collo dell’utero. Nella maggior parte dei casi si tratta di condizioni che guariscono spontaneamente, ma talune altre, se trascurate e appartenenti a determinati ceppi virali, quali il 16 e il 18, possono progredire verso forme tumorali delle cervice uterina.
Ed è proprio per provare ad arrestare questa eventualità ‘oncologica’ al collo dell’utero che alcuni ricercatori inglesi avrebbero messo a punto un test, non invasivo e poco costoso, perché effettuato su campioni di urine, in grado di rilevare l’HPV – la lesione tumorale incriminata. Il test, ad oggi, avrebbe rilevato 87% di casi positivi (in cui il virus c’era) e 94% di negativi.
I risultati si riferiscono a un ampio studio della London School of Medicine and Dentistry che ha passato in rassegna 14 studi condotti su circa 1500 donne sessualmente attive, raccogliendo dati a favore di questa metodica diagnostica, seppure con risultati non ancora del tutto conformi. Serve prudenza ed ulteriori studi per validare l’efficacia del test per l’HPV sulle urine ma i ricercatori sono ottimisti e prospettano l’eventualità che possa essere preso in considerazione come una valida e accurata alternativa, rispetto al pap test, per aumentare la copertura dello screening, anche nei paesi più poveri, fra le donne in età fertile.
Francesca Morelli

