Omeopatia sì, omeopatia no? Noi andiamo avanti
Omeopatia sì o no? Sappiamo bene che le tematiche dell’omeopatia sono sempre state dibattute sia dal mondo accademico, sia da quello delle istituzioni a livello internazionale.
La medicina omeopatica è riconosciuta “atto medico” nella maggior parte dei paesi civilizzati: nel Congresso Nazionale della FNOMCEO del 18 maggio 2002 a Terni, lo si stabilisce a chiare lettere anche per la classe Medica italiana, in recepimento sia delle indicazioni della Risoluzione n.75 del Parlamento europeo del 29 maggio 1997, sia della Risoluzione n.1206 del Consiglio d’Europa del 4 novembre 1999. Sempre la FNOMCEO ha istituito un apposito Osservatorio sulle Medicine e Pratiche non-convenzionali; è previsto, inoltre, che ogni Ordine provinciale provveda all’istituzione di una Commissione Provinciale di Medici, Odontoiatri e Veterinari esperti in tali discipline e alla predisposizione di registri-elenchi, dei sanitari esercenti tali discipline. Oltre a ciò le più autorevoli tra le Università nazionali erogano Master e corsi di specializzazione in materia e un numero sempre maggiore di Aziende Ospedaliere e Sanitarie pubbliche stanno aprendo ambulatori dove si pratica la medicina omeopatica.
Per quanto riguarda l’aspetto farmaceutico, è importante sottolineare il fatto che da decenni esistano, in tutto il mondo, una quantità di Farmacopee Omeopatiche Ufficiali e che la Farmacopea Omeopatica Europea sia attualmente parte integrante di quelle di tutti gli stati membri, ivi compresa l’Italia. I medicinali omeopatici, disponibili nelle farmacie italiane, sono regolarmente prodotti secondo gli standard GMP e soggetti, in tutto e per tutto, al controllo dell’Agenzia Italiana del Farmaco, come qualsiasi altro medicinale.
Guardando all’aspetto prettamente economico, è di pochi mesi fa studio pubblicato sull’Health Economics Review, in cui sono stati confrontati i costi generati da diversi tipi di pratiche di medicina generica in Francia, tra convenzionale, omeopatica o mista. Le autorità sanitarie francesi sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per stabilizzare la spesa sanitaria e le conclusioni di tale ricerca sono particolarmente interessanti proprio per questo aspetto: affermano infatti che la cura dei pazienti effettuata da medici omeopatici può essere meno costosa da un punto di vista globale e può rappresentare un importante elemento di interesse per la sanità pubblica, in un paese, la Francia, in cui oltre la metà (56 %) della popolazione ha utilizzato almeno una volta medicinali omeopatici e l’11 % ne fa un uso regolare.
L’Italia rappresenta il terzo mercato per l’omeopatia dopo Francia e Germania, un dato che non è possibile trascurare: nel nostro paese, infatti, sono oltre undici milioni gli italiani che ne fanno uso. Quello che è certo è che molti italiani vogliano saperne di più, come segnala l’indagine di AstraRicerche effettuata nel 2014, da cui risulta che il 51,7 per cento degli intervistati vorrebbe avere più informazioni rispetto al tema omeopatia. È a questa richiesta che Omeopatia Salute vuole venire incontro, promuovendo un’informazione rigorosa in quella delicata materia che è l’omeopatia, non allo scopo di orientare le scelte terapeutiche del singolo individuo, ma in modo da schiudere nuovi orizzonti e possibilmente sensibilizzare il pubblico dei lettori nei confronti di un nuovo concetto di approccio preventivo e curativo alla salute.
Articolo di Valentina Pinton
