A proposito di carni rosse
Non è una novità che salumi e carni rosse dovessero essere consumati con moderazione: sono infatti fonte di sale e grassi saturi, entrambi dannosi per l’apparato cardiocircolatorio. Non è nemmeno una novità l’invito a moderare la carne alla griglia, a seguito della formazione di alcune sostanze durante la cottura. La notizia – che ha suscitato polemiche ma forse meno allarmismi del previsto, se è vero che i consumi si sarebbero ridotti soltanto del 10% – è che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha recentemente confermato un dato risaputo e forse da molti atteso: carne rossa e carne lavorata, ossia carne salata, essiccata, fermentata, affumicata e trattata con conservanti, come nitrati e nitriti (wurstel, prosciutti, salsicce, carne in scatola o sotto sale, così come i preparati o i sughi a base di carne), aumentano le probabilità di ammalarsi di tumore. Una porzione da 50 g di salumi o di 100 g di carne rossa (vitello, manzo, maiale, agnello, montone, pecora e cavallo), introdotta regolarmente ogni giorno, determina infatti un incremento del rischio di circa il 18%. Questo non significa, però, che il prosciutto sia cancerogeno quanto le sigarette: le classificazioni dello IARC, infatti, tengono in considerazione l’impatto di una sostanza sulla base dell’evidenza scientifica e non valutano il livello di rischio. I morti di cancro attribuibili a una dieta ricca in carni lavorate e carni rosse sono all’incirca rispettivamente 34.000 e 50.000 contro il milione di decessi dovuti al tabacco.
Il concetto da tenere presente è che l’incremento del rischio aumenta con il crescere delle quantità consumate. La nuova classificazione della IARC è dunque un invito a seguire le raccomandazioni della dieta mediterranea, concedendo maggiore spazio a frutta, verdura e proteine vegetali (legumi) e limitando, oltre a carni rosse e insaccati, alcolici e sale, nel contesto di uno stile di vita attivo. Indicazioni, queste, che ritroviamo anche alla base di ogni trattamento omeopatico, sia acuto sia cronico, sia curativo sia preventivo. I conservanti, infatti, e la carne rossa promuovono un assetto favorevole all’infiammazione e quindi all’acidosi metabolica, che può essere contrastata o prevenuta attraverso una dieta non a caso ricca in alimenti vegetali, oppure l’impiego di opportuni preparati alcalinizzanti. È questo un esempio di come una lettura attenta e non frettolosa e superficiale dei dati scientifici non solleva perplessità, bensì indica gli orientamenti più consoni a uno stile di vita sano e rispettoso della nostra stessa fisiologia.
