caldo e problemi intestinali: come aiutare i nostri animali
Durante l’estate i problemi di diarrea, soprattutto nei cani, diventano più frequenti. I motivi sono vari. Primo fra tutti il caldo, che aumenta la velocità dei fenomeni putrefattivi dei cibi: già dopo pochi minuti una buona ciotola si trasforma in una fonte di intossicazione, in particolar modo se “visitata” da mosche e mosconi. Altro motivo è l’acqua: la sete li incoraggia a bere anche acque putride o con sostanze tossiche disciolte. Lucertole e insetti sono divertenti prede per la caccia e vengono spesso ingeriti, così come le piante, a volte velenose o tossiche per stomaco e intestino. Anche la presenza in intestino di sostanze indigeribili (peli, ossa, carta, legno) può essere causa di feci molli. Per non parlare delle intolleranze alimentari, che si stanno sempre più diffondendo tra i nostri animali. L’organismo “aggredito” reagisce con la sua arma più efficace: l’espulsione delle sostanze nocive. Ecco così l’insorgere della diarrea, spesso accompagnata da vomito. Una o due scariche di feci molli non devono assolutamente allarmare, ma se il fenomeno è più consistente si deve intervenire. Naturalmente se è presente muco, sangue, dolore addominale o se il fenomeno è imponente ci si deve rivolgere a un medico veterinario. Se le scariche sono invece in numero limitato, è bene non cercare in tutti i modi di fermarle non appena si presentano: la diarrea è un mezzo importante di auto-cura che l’organismo mette in atto. Qualora siano ripetute e abbondanti, vengono persi acqua, sodio e potassio. La disidratazione va compensata dando abbondantemente da bere all’animale, meglio se del brodo fatto con verdura, poca carne e un po’ di riso. Il brodo deve essere dato a temperatura ambiente più volte al giorno e senza parti solide. Per contrastare l’assorbimento intestinale di tossine, è importante usare il carbone vegetale attivo, che si trova sotto forma di polvere o compresse, utilissimo anche come primo intervento in caso di sospetto avvelenamento perché assorbe farmaci, sostanze irritanti e veleni. Va usato massimo per quattro o cinque giorni (ma spesso è sufficiente un giorno solo), perché riduce anche l’assorbimento di sostanze nutritive. Le compresse si possono ridurre in polvere. Per sfiammare la parete intestinale è ottima la polvere di carrube: la dose va da ½ a 4 cucchiaini da caffè per 3 volte al giorno secondo la taglia. Esistono complessi omeopatici che contengono vari rimedi efficaci nelle problematiche gastroenteriche, tra i quali: Colocynthis, efficace nel dolore da violenti spasmi intestinali, Mercurius sublimatus corrosivus, per scariche mucose ed ematiche, coliche intestinali e tenesmo rettale, Chamomilla, che aiuta negli spasmi addominali, Chininum arsenicosum, che elimina il gonfiore addominale, e Veratrum album, per vomito e diarrea con ipotermia e marcata astenia. Questi complessi esistono in gocce e compresse, ma per gli animali consiglio le compresse, in quanto nelle gocce la presenza dell’alcool può essere tossica (nel gatto sempre e nel cane quando ci sono problemi epatici). La posologia va da 1 a 2 compresse 2-5 volte al giorno secondo la frequenza delle scariche. Tra i rimedi Unici quelli da tenere a portata di mano sono vari: se l’animale è debole, cerca il caldo, ha sete, defeca in piccole quantità, ma molto spesso e ha zampe e corpo freddi il rimedio omeopatico adatto è Arsenicum album 5CH; se la diarrea insorge dopo aver mangiato cibi avariati ed è accompagnata da vomito e irrequietezza è meglio usare Nux vomica 5CH; se le scariche sono liquide, abbondanti e con odore violento, è bene somministrare Podophyllum 5CH. La posologia è 3 granuli ogni 1-3 ore, diminuendo la frequenza secondo il miglioramento. In tutti i casi di diarrea o dissenteria, una volta migliorate le funzioni intestinali, è bene somministrare all’animale giornalmente un po’ di yogurt, contenente fermenti lattici che raggiungano l’intestino: da un cucchiaino da tè a due cucchiai da tavola, secondo la taglia. Per gli animali che hanno una forte intolleranza ai latticini è bene usare invece i fermenti concentrati, acquistabili in farmacia.
Articolo tratto dal numero 2/2014 di OmeopatiaSalute
Servizio di Laura Cutullo, Medico veterinario omeopata e floriterapeuta in Milano

