Fumo di terza mano: e’ pericoloso?
Esiste anche il fumo di ‘terza mano’ ed è il più sottovalutato. È quello che si deposita in casa su pareti, mobili e suppellettili: questo, secondo quanto emerge da uno studio condotto dall’Università della California (UC), potrebbe essere ancora più nocivo per la salute di quello passivo che viene respirato per via indiretta, e causa di iperattività, danni ai polmoni, al fegato e ritardi nella guarigione di alcune ferite.
Lo studio attualmente condotto su topi esposti al fumo di terza mano, simulando condizioni simili a quanto accadrebbe all’uomo, ha permesso di osservare evidenti alterazioni nei vari organi e ai differenti agenti cancerogeni specifici del tabacco. «Nel fegato – commenta Manuela Martins-Green, professoressa di biologia cellulare e coordinatrice dello studio – sono stati rilevati livelli di lipidi più elevati e “fegato grasso”, che può essere precursore di cirrosi e di tumore, e un aumentato rischio di malattie cardiovascolari. Nei polmoni, il fumo di terza mano, sembra essere implicato nella produzione eccessiva di collagene e di alti livelli di citochine infiammatorie, suggerendo una causa aggiuntiva allo sviluppo di asma e malattia polmonare ostruttiva cronica. Infine, sempre nei i topi, le ferite tardavano a chiudersi e vi era un forte rischio di iperattività».
Dovranno essere condotti ancora ulteriori esperimenti per valutare i ‘reali’ effetti biologici dell’esposizione al fumo di terza mano. «Questi studi– sottolinea Martins-Green –possono aiutarci a determinare i potenziali rischi per la salute umana e a progettare test clinici utili a istituire delle politiche che possano portare alla riduzione sia dell’esposizione al fumo che della malattia». Il fumo di terza mano, dunque sempre essere nocivo per l’individuo, ma soprattutto per i bambini che restano fra i più sensibili ai danni da tabacco. «Coloro che si trovano in ambienti in cui c’è fumo o è stato presente – conclude la ricercatrice – sviluppano un rischio maggiore di soffrire di patologie tabacco correlate sia a breve che a lungo termine, molte delle quali non possono manifestarsi anche in tarda età».
Francesca Morelli
Articolo di Francesca Morelli – Omeopatiasalute.it
Pubblicato il 3-03-2014

