Due caffè per una memoria al top
Due espressi e mezzo – 200 milligrammi di caffeina – sarebbero sufficienti per migliorare la memoria a lungo termine, fino alle 24 ore successive dall’assunzione della sostanza. Lo attesta uno studio condotto dalla University of Califonia, confermando quanto già scoperto sugli insetti. Ovvero che api nutrite con nettare corretto alla caffeina, riuscirebbero a ritrovare con più facilità piante e fiori già noti alle loro impollinazioni.
Stessi risultati anche sull’uomo: la caffeina aiuterebbe infatti a consolidare i ricordi, favorendo il processo che inizia non appena si formano nuove memorie. «Abbiamo analizzato le reazioni mentali alla caffeina di 160 adulti tra i 18 e i 30 anni, consumatori (non abituali) di quantità minime della sostanza – spiega il neuro scienziato Micheal Yassa, coordinatore dello studio – suddividendoli in due gruppi. Dopo la visualizzazione di una serie di immagini, al primo veniva chiesto di assumere una pillola contenente 200 grammi di caffeina e all’altro un placebo». Riconvocati il giorno successivo, i volontari erano chiamati a dire se le immagini viste in quel momento erano identiche a quelle del giorno prima, simili o differenti.
Ne è emerso che i volontari ‘caffeinati’ riuscivano a riconoscere con maggiore frequenza gli oggetti simili a quelli del giorno prima, gli altri incorrevano più spesso nell’errore di un ‘dejà vu’ di realtà invece nuove.
Tutto merito, secondo lo studio, della capacità della caffeina di bloccare l’adenosina, una molecola che riesce ad inibire l’azione della noradrenalina coinvolta nel processo di apprendimento. Ma i benefici sembrerebbero correlati solo a ‘quel’ quantitativo della sostanza e a ‘quella’ limitata fascia oraria. La caffeina non agirebbe infatti a breve termine sulla memoria: dunque niente caffè nero un’ora prima di un esame, si aumenterebbero soltanto eccitabilità e ansia.
Articolo di Francesca Morelli – Omeopatiasalute.it
Pubblicato il 8-02-2014

