Definita con Accordo nazionale la regolamentazione delle medicine complementari
Finalmente anche in Italia è stato raggiunto un Accordo nazionale per la regolamentazione delle medicine complementari. Dal 7 febbraio scorso, infatti, La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha sancito un accordo che detta le regole per una formazione certificata e la tutela degli oltre 20.000 medici che esercitano in Italia agopuntura, fitoterapia, omeopatia e altre terapie con farmaci in diluizione, nonché i medici veterinari e i farmacisti impegnati nel settore.
Si tratta di un accordo definitivo di portata storica che, dopo il passaggio all’unanimità presso la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome dello scorso 20 dicembre e il parere favorevole del Ministero della Salute, va finalmente a superare il vuoto normativo nel settore. Le Regioni dovranno a questo punto recepire il documento definitivo nella propria normativa, avendo margini di autonomia a livello organizzativo.
Il testo del documento è stato proposto dal Gruppo Tecnico Interregionale Medicine Complementari coordinato dalla Regione Toscana e al suo interno contiene un allegato che regola la formazione dei medici chirurghi e odontoiatri e si impegna a una successiva regolamentazione anche per i veterinari e i farmacisti.
Grazie a questo accordo, i medici regolarmente formati avranno la possibilità di iscriversi in appositi elenchi tenuti dagli Ordini professionali competenti per territorio, mentre gli istituti di formazione, pubblici e privati, potranno erogare corsi accreditati riconosciuti a livello nazionale.
I medici, in particolare, per essere definiti esperti nelle medicine complementari oggetto dell’Accordo dovranno seguire appositi master universitari ovvero corsi formativi triennali per 500 ore teorico/pratiche, oltre a uno studio individuale,una formazione guidata e un tirocinio presso medici esperti. Nell’Accordo, poi, sono disciplinati anche gli obiettivi formativi, la metodologia didattica, i requisiti dei docenti e le norme transitorie per la fase di prima applicazione.
“La Regione Toscana ha svolto sin dall’inizio un ruolo di primo piano in questa iniziativa” afferma l’Ing. Luigi Marroni, Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana “anche grazie all’esperienza maturata con l’approvazione della Legge regionale 9/2007, che disciplina la formazione per i medici chirurghi e odontoiatri, i medici veterinari e i farmacisti che praticano agopuntura, omeopatia e fitoterapia”.
Tale evento allinea finalmente l’Italia alle più avanzate esperienze europee individuando, in mancanza di un’iniziativa parlamentare, regole condivise e uniformi in tutto il Paese, con l’obiettivo finale di garantire la libertà di scelta dei cittadini e di tutelare quella di cura dei medici.
Per maggiori informazioni: retemedicinaintegrata@regione.toscana.it
Per il testo completo: www.statoregioni.it
Articolo di A.M. – Omeopatiasalute.it
Pubblicato il 14-02-2013
