Stanchezza primaverile: addio con l’omeopatia
Il cambio di stagione, come quello primaverile, porta con sé tutta una serie di cambiamenti che possono influenzare in maniera più o meno diretta alcuni nostri ritmi biologici e soprattutto alcune performance.
Avvertire spesso una sensazione di calo di energia, nervosismo, sonnolenza o difficoltà di concentrazione, è una condizione frequente in questo periodo. Che può essere migliorata con l’impiego di medicinali omeopatici, efficaci sia per una terapia preventiva che sintomatica.
Fra le opzioni terapeutiche a disposizione, particolarmente efficace è VC15 forte, tonico da considerare per far fronte a situazione di deficit energetico.
Milano, 27 marzo 2011 – A parte la sindrome da affaticamento cronico, che è definita da precisi criteri diagnostici e si stima interessare tra i 400 e i 2.500 ogni 100.000 individui adulti (1), non sono disponibili dati precisi sulla stanchezza. È proverbiale, però, che la primavera porti con sé alcuni fenomeni importanti che influenzano notoriamente lo stato d’animo, il ritmo sonno-veglia e più in generale l’attenzione e il comportamento. E ciascuno, nel corso della propria vita, ha senz’altro sperimentato quella stanchezza, tecnicamente denominata “astenia”, che è espressione di una verità scientifica e non riguarda soltanto il mondo degli adulti ma anche quello dei bambini e in particolare degli studenti.
Uno studio americano (2), per esempio, ha dimostrato che l’esposizione a una più elevata luminosità e a un’aria maggiormente ionizzata (condizioni, entrambe, tipiche della stagione primaverile) comporta un miglioramento del tono dell’umore nei ragazzi, indipendentemente dalla preesistenza di un disturbo depressivo (dopo 3 giorni nei soggetti esposti a una maggiore illuminazione ambientale si è osservato un miglioramento complessivo del 36 per cento della sintomatologia depressiva).
“In particolare possiamo differenziare una problematica per così dire acuta da una continuativa o cronica” ha precisato il professor Dario Chiriacò, omeopata, Presidente dell’Ordine dei Medici di Rieti e responsabile della Commissione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) per le medicine non convenzionali, nel corso di un incontro di aggiornamento medico-scientifico dal titolo “Primavera e Omeopatia” svoltosi a Perugia il 18 marzo. “Il primo è per esempio il caso dello studente in condizioni di sovraffaticamento psicointellettivo di fronte a incombenze scolastiche, che spesso determinano un aumento protratto dei livelli di ansia. Chi invece assiste un malato, ha un sonno disturbato o attraversa un periodo di stress particolare, può invece andare incontro a sovraffaticamento persistente. Si può quindi affermare che la stanchezza, in particolare primaverile, non ha limiti d’età e interessa preferenzialmente alcune costituzioni come la carbonica, la fosforica, la muriatica, queste ultime due, tipiche degli individui longilinei e caratterizzate da un orario del cedimento energetico che si colloca di solito verso le 10:30-11:00 del mattino e può manifestarsi con fame, cefalea, nervosismo, irritabilità, sonnolenza o difficoltà di concentrazione”.
Primavera, tra l’altro, spesso significa anche modificazione dello stile alimentare, che già di base negli studenti non risulta spesso idoneo, come dimostra per esempio l’abitudine di saltare i pasti e lo scarso consumo di frutta e verdura (3).
Benché non siano disponibili studi specifici sulla primavera, si può quindi presumere che il cambiamento di stagione, incluso il passaggio dall’ora solare all’ora legale, possa influenzare in maniera più o meno diretta alcuni ritmi biologici e soprattutto alcune performance del singolo individuo.
L’area geografica non sembra giocare un ruolo determinante. Un’indagine svolta su bambini in età scolare a Beirut (4), per esempio, aveva documentato una ipovitaminosi D anche in una zona notoriamente ben esposta al sole. Va poi ricordato che la primavera spesso coincide anche con microepidemie di malattie infettive, che costituiscono un ulteriore fattore di impegno per l’organismo. L’inattività fisica è poi un ulteriore fattore correlato alla cronicizzazione della stanchezza, che uno studio inglese ha dimostrato essere di oltre due volte più frequente negli individui sedentari (5).
L’omeopatia è un valido aiuto per contrastare in modo efficace la stanchezza primaverile.
“L’approccio omeopatico prevede sia una terapia preventiva della stanchezza, utile agli individui ad essa periodicamente predisposti o esposti a particolari impegni, sia un trattamento sintomatico in caso di improvvisa necessità tale da determinare un immediato miglioramento” aggiunge Chiriacò. “Nel primo caso è importante un’attenta valutazione della costituzione del singolo individuo e delle sue capacità di recupero, in modo da ottenere un tempestivo riequilibrio del metabolismo cellulare. Qualora fosse invece necessaria una terapia di attacco, il medicinale da considerare è VC15 forte, da assumere alla dose di un flaconcino al mattino prima di affrontare una situazione stressante o a cicli di tre settimane di somministrazione al mattino e al primo pomeriggio”.
Questo preparato è costituito da: Acidum phosphoricum, efficace sulla scarsa capacità di concentrazione psichica, apatia e sonnolenza; Citrus medica limonum, attivo sulla depressione generale; Cocculus, indicato per astenia, esaurimento psico-fisico, vertigini e ipotensione arteriosa; Ginseng, caratterizzato da un’azione stimolante e tonica generale sinergica con gli altri componenti; Helonias dioica e Ignatia, utili su esaurimento nervoso e irritabilità; Sepia, efficace sull’instabilità emotiva e infine Zincum metallicum, che consente di controllare stati di astenia e nevrastenia.
L’omeopatia è inoltre da intendersi come una medicina non alternativa bensì complementare e pertanto perfettamente armonizzabile con alcune buone norme comportamentali quali:
il mantenimento di ritmi regolari nel corso della giornata
un periodo di sonno non inferiore alle 8 ore
un adeguato equilibrio tra attività fisica e mentale
un’alimentazione ricca in cibi freschi di stagione
un adeguato apporto di liquidi
l’assunzione di integratori nutrizionali
“In Giappone e in altre parti del pianeta sono in corso interessanti studi per individuare il meccanismo d’azione dei farmaci omeopatici” conclude Chiriacò. “Purtroppo in Italia mancano ancora normative che disciplinino l’omeopatia, la ricerca in questo ambito e la formazione del medico, il che costituisce un limite importante, che rende auspicabile una forte presa di posizione in materia da parte del legislatore”.
Bibliografia di approfondimento
1.Prins JB, van der Meer JWM, Bleijenberg G. Chronic fatigue syndrome. Lancet. 2006; 367:346–355
2.Goel N, Etwaroo GR. Bright light, negative air ions and auditory stimuli produce rapid mood changes in a student population: a placebo-controlled study. Psychol Med. 2006;36:1253-63.
3.Savige G, Macfarlane A, Ball K, Worsley A, Crawford D. Snacking behaviours of adolescents and their association with skipping meals.Int J BehavNutr Phys Act. 2007, 17; 4:36.
4.El-Hajj Fuleihan G, Nabulsi M, Choucair M, Salamoun M, Hajj Shahine C, Kizirian A, Tannous R.Hypovitaminosis D in healthy schoolchildren.Pediatrics. 2001, 107:E53.
5.Bhui KS, Dinos S, Ashby D, Nazroo J, Wessely S, White PD. Chronic fatigue syndrome in an ethnically diverse population: the influence of psychosocial adversity and physical inactivity. BMC Med. 2011; 21:26.
Articolo di Redazione Omeopatia Salute – Omeopatiasalute.it
Pubblicato il 11-06-2012
