La Parafarmacia Le Naiadi di Roma: un polo per la divulgazione della medicina naturale integrata
Dottoressa Ortensi, ci racconti qual è stato il percorso, dopo la laurea in Farmacia, che l’ha portata a interessarsi di medicina omeopatica.
Mi sono avvicinata alla medicina naturale immediatamente dopo la laurea: il primo corso che feci fu di fitoterapia, dopo poco uno di omotossicologia e, appassionandomi sempre di più, frequentai un master in omeopatia. Ormai avevo capito che l’imprinting era quello.
Nel suo lavoro si trova spesso a consigliare prodotti omeopatici rispetto a quelli “tradizionali”?
Sì, mi trovo sempre più spesso a proporre l’alternativa omeopatica e mi conforta il fatto che sempre più spesso venga accolta bene, anche dagli scettici.
Il cliente che viene nella vostra farmacia ha già un buon livello di conoscenza di cosa sia l’omeopatia e, più in generale, dei rimedi naturali? Con quale spirito si avvicinano a questo tipo di medicina? Ci racconti, se ne ha, qualche esperienza o aneddoto interessante.
Il livello è già discreto, molti clienti sono informati e altri si fanno guidare e consigliare fiduciosi; ci sono, ovviamente, anche le persone più rigide, ma sono riuscita a mostrare anche a loro i piccoli grandi successi dell’omeopatia. Tra gli episodi divertenti più recenti mi viene in mente una cliente che mi chiedeva qualcosa di naturale per uno stato ansioso che aveva da qualche giorno. Consegnato il rimedio omotossicologico e indicata posologia, la signora è andata a casa. Tempo un paio di ore mi telefona la sorella tra il sorpreso e il minaccioso e mi chiede “cosa hai dato a mia sorella? È tutta “peace and love”!
La vostra farmacia porta il nome delle Naiadi, divinità mitologiche greche che vivevano lungo i corsi d’acqua ed erano considerate benefiche divinità della salute. Un nome, dunque, che sembra voler ricordare l’importanza dell’elemento naturale per il benessere dell’uomo. L’equazione naturale = benefico secondo lei è corretta?
Corretta ed estremamente attuale, tanto da avere l’ambizione di rendere la nostra parafarmacia un polo per la divulgazione della medicina naturale integrata.
Quale atteggiamento riscontra nel mondo scientifico italiano nei confronti dell’omeopatia?
Ancora purtroppo siamo un po’ indietro, ma qualcosa si sta muovendo nella direzione del naturale e, per fortuna, più di qualche medico prende coscienza e si aggiorna per attuare una cooperazione tra allopatia e medicina omeopatica.
Come vede in prospettiva lo sviluppo del ruolo del farmacista omeopata nei prossimi anni e, di conseguenza, cosa si sente di consigliare a un giovane che vuole intraprendere questa carriera nel nostro paese?
Ai giovani colleghi consiglio sempre di farsi un bagaglio di medicina omeopatica e naturale per cultura personale e anche per soddisfare le richieste sempre crescenti, anche in Italia, di un pubblico sempre più ricettivo e informato.
Valentina Pinton

