La Farmacia Nuova di Ozzano dell’Emilia: dalla fitoterapia all’omeopatia, sempre a fianco del cliente
Dottoressa Porisini, Lei è stata una “pioniera” dell’omeopatia. Ci racconti qual è stato il percorso, dopo la laurea in Farmacia, che l’ha portata a questa pratica medica.
La mia curiosità nei confronti dell’omeopatia nasce prima della mia laurea: constatando, durante il mio percorso universitario, che questa materia veniva ben poco approfondita, decisi di frequentare dei corsi e di cominciare un percorso formativo che, fortunatamente, è sempre attuale e in continua evoluzione. Ho avuto la fortuna di incontrare degli ottimi insegnanti che hanno accresciuto il mio interesse per tutte le materie “non convenzionali”. Una volta iniziato il mio lavoro a banco ho cominciato a mettere in pratica nella quotidianità quanto appreso, scoprendo con piacere che il consiglio omeopatico crea uno scambio di esperienze più che costruttive col cliente, sia dal punto di vista lavorativo sia umano.
Lei si è specializzata in fitoterapia e nell’utilizzo galenico delle piante medicinali: di cosa si tratta esattamente e per quali disturbi può rivelarsi più efficace?
Ho avuto il privilegio di poter frequentare sia il corso di perfezionamento postlaurea in fitoterapia sia in galenica fitoterapica. Questi corsi creano un valido tramite tra lo studio e l’aggiornamento della fitoterapia e l’interesse dei farmacisti che amano ancora essere preparatori. L’utilizzo dei galenici fitoterapici è comunque strumento utile anche nella giusta spedizione delle ricette di medici e di veterinari che si interessano a questo tipo di materia, nel trattamento di svariate tipologie e problematiche di salute. Vorrei sottolineare come il buon esito della somministrazione di preparazioni fitoterapiche, così come di medicinali omeopatici ad animali, sono la riprova di come l’effetto placebo non possa essere in tal senso considerato.
Il cliente che viene nella vostra farmacia ha già un buon livello di conoscenza di cosa sia l’omeopatia e, più in generale, dei rimedi naturali? Con quale spirito si avvicinano a questo tipo di medicina? Ci racconti, se ne ha, qualche esperienza o aneddoto interessante.
Nella nostra farmacia vediamo molti clienti che seguono con attenzione il loro percorso olistico già da anni (i non più giovanissimi mi chiamano la “dottoressa delle erbette”!), così come clienti che si avvicinano con curiosità e interesse alla materia. In quest’ottica vorrei dire che i risultati più interessanti si sono ottenuti con un affiancamento “dolce” di metodiche naturali e farmaci allopatici negli individui politrattati, cioè che devono assumere diverse tipologie di medicinali contemporaneamente: in questo modo abbiamo notato un miglioramento sia nel riuscire a tollerare meglio gli eventuali effetti collaterali e indesiderati dei farmaci, sia negli esiti positivi delle terapie stesse. A questo proposito, sottolineo il piccolo ma significativo esempio di aiuto dato da un semplice medicinale unitario come Antimonium tartaricum nell’alleviare tossi con gravi difficoltà espettorative degli ammalati di Alzheimer. Anche coi bambini si hanno spesso risposte terapeutiche positive: ricordo un’esperienza avuta con un piccola cliente ancora in età scolare che soffriva di iper-colesterolemia congenita: in questo caso, in accordo con l’endocrinologo che la seguiva, abbiamo utilizzato specifici oligoelementi che hanno notevolmente modulato tale predisposizione.
Come valuta l’utilizzo degli strumenti del web 2.0 per avvicinare gli utenti alla conoscenza e alle possibilità offerte dalla medicina omeopatica?
Trovo utile questo strumento sia per la conoscenza dell’omeopatia in generale, sia più in particolare per la formazione professionale di chi necessita di strumenti sempre nuovi per il proprio aggiornamento. Vorrei comunque sottolineare la sempre importante interrelazione medico-paziente-farmacista, che rimane indispensabile anche con un valido affiancamento di nuovi strumenti come quello proposto.
La medicina omeopatica è molto ostacolata dal mondo scientifico, soprattutto in Italia. Come farmacista omeopata e docente al CSOA, cosa si sente di consigliare a un giovane che vuole intraprendere questa carriera nel nostro paese?
In effetti la medicina omeopatica è fin troppo ostacolata a volte anche da chi non ha approfondite conoscenze in merito. In conseguenza a ciò, consiglierei ai giovani e ai farmacisti che si avvicinano all’omeopatia di mantenersi sempre aggiornati e di applicare quotidianamente quanto imparato, con la consapevolezza che la seria preparazione professionale e l’amore per questa materia saranno sicuramente le risposte vincenti a molte critiche sterili e spesso non costruttive.
Valentina Pinton

