Farmacia Zappetti Artegna, da 40 anni punto di riferimento omeopatico sul territorio udinese
Intervistiamo la dr.ssa Marzia Zappetti, titolare della Farmacia Zappetti Artegna, da 40 anni un vero e proprio presidio per la cura della salute sul territorio udinese, punto di riferimento per la Medicina Omeopatica, la Fitoterapia, la Medicina Integrata e l’Integrazione Nutrizionale.
Dr.ssa Zappetti, ci racconti qual è stato il percorso, dopo la laurea in Farmacia, che l’ha portata a questa pratica medica.
Ho rilevato la Farmacia nel 1977, a un anno dal sisma del maggio 1976. La Farmacia era provvisoriamente in una struttura d’emergenza in attesa della riparazione della sede. Quando nell’aprile 1978 mi sono trasferita nei locali, la prima cosa che ho trovato facendo le pulizie nei mobili antichi che ne costituivano l’arredo sono state alcune confezioni di tisane e una teca con i semi delle piante che il nonno del farmacista da cui avevo rilevato la farmacia utilizzava per le coltivazioni sul monte Faet. In quel momento l’interesse che avevo sempre avuto per la Farmacognosia ha avuto un ulteriore impulso e ho continuato a studiare le piante, aiutata anche dal ricettario che ho trovato nella scrivania del retrobottega. Tuttavia a quei tempi era difficile proporre una tisana, la chimica aveva preso il sopravvento insieme alla farmacologia moderna con prodotti di sintesi che sembravano più efficaci. Negli anni Ottanta, grazie alla partecipazione ai convegni dell’UTIFAR (Unione tecnica Italiana Farmacisti), ho incominciato ad approcciarmi all’omeopatia, devo ammettere con molto spirito critico all’inizio. A me, con una formazione chimica forte, abituata a ragionare con molecole e recettori, sembrava impossibile che quest’acqua “con niente dentro” potesse avere un qualsiasi effetto. Dato che sono una persona molto curiosa ho cominciato a sperimentare (per modo di dire) su familiari e amici l’Arnica, con risultati incoraggianti che mi hanno portata ad approfondire. La conoscenza di medici omeopati, tra cui alcuni bravissimi docenti delle scuole dell’SMB e del CISDO, e gli scambi culturali poi, hanno consolidato la mia fiducia nell’Omeopatia e nelle sue evoluzioni nell’Omotossicologia e la Medicina Funzionale e le teorie dell’Ormesi. Fondamentali nel mio percorso sono stati il Master di II° livello in Medicina Integrata dell’Università di Siena e la Scuola di Nutrizione e Nutraceutica e Cooking Academy di Padova.
Si trova dunque più spesso a consigliare rimedi naturali, piuttosto che farmaci tradizionali? Per quali patologie e sintomi, in particolare?
Buona parte delle persone che si rivolge alla nostra farmacia, molte di fuori paese, è abituata ad avere un primo approccio con rimedi “naturali” soprattutto per sintomi come influenza, raffreddori, problemi intestinali, problematiche legate alla menopausa o dolori di varia origine, in particolare per i bambini o per le donne in gravidanza, anche se, nel caso se ne ravvisi la necessità, non esitiamo a usare farmaci allopatici o indirizzare la persona al medico.
Con quale spirito i Suoi clienti si avvicinano alla medicina omeopatica? Ci può riportare qualche esperienza o aneddoto interessante?
Le persone arrivano da noi anche con il passaparola proprio per trovare un consiglio “naturale” spesso senza conoscere bene la differenza tra Fitoterapia, Omeopatia Omotossicologia, MTC e altro. Noi cerchiamo di fare chiarezza e a questo scopo teniamo volentieri lezioni presso le Università della Terza Età o delle LiberEtà. Situazioni particolari ne viviamo spessissimo, come la volta che una persona ha visto sparire da un giorno all’altro il suo disturbo emorroidario, con una monodose omeopatica: in questo caso ci aveva dato una Key note inconfondibile per il suo disturbo! Ci sono poi capitati altri casi, apparentemente irrisolvibili, che hanno trovato la strada della guarigione con l’aiuto di un bravo medico omeopata.
In questo periodo dell’anno che precede la bella stagione, quali sono i Suoi consigli di farmacista omeopata nella prevenzione degli inconvenienti tipicamente primaverili, disturbi primaverili, come le allergie, i disturbi gastro-intestinali, la stanchezza primaverile, la difficoltà di concentrazione, etc.?
Per quanto riguarda i disturbi gastrointestinali ci teniamo molto a fornire consigli sulla corretta alimentazione e integrazione per mantenere in salute l’organismo e prevenire la cosiddetta Low grade Inflammation, lavorando anche sulla salute del microbiota intestinale e della parete intestinale. Questo ha una ricaduta positiva anche sulle allergie di stagione: già a gennaio incominciamo a consigliare gli schemi di prevenzione delle allergie ai pollini con l’utilizzo di gemmoterapici, nosodi, prebiotici e probiotici.
La medicina omeopatica è molto osteggiata dal mondo scientifico, soprattutto in Italia. Come farmacista omeopata, cosa si sente di consigliare a un giovane che vuole intraprendere questa carriera nel nostro paese?
Il consiglio che mi sento di dare, se il collega è veramente motivato, è prima di tutto di diventare un bravo farmacista e poi di studiare molto nelle sedi giuste, frequentare buone scuole e confrontarsi con medici di alto livello.
Come vede in prospettiva lo sviluppo del ruolo del farmacista omeopata nei prossimi anni?
Il farmacista sarà sempre più chiamato a dispensare servizi in farmacia: il consiglio omeopatico rientra tra questi. Naturalmente bisogna essere disponibili a dedicare il proprio tempo al banco, cercando di liberarsi di incombenze come quelle burocratiche, che limitano molto il tempo a nostra disposizione, per lasciare spazio alla professione. Ci sono moltissimi ambiti da occupare dove spesso la Medicina Ufficiale lascia dei vuoti, come l’educazione alimentare, la corretta integrazione con sostanze funzionali che aiutano l’organismo ad affrontare le necessità derivanti dall’allungamento della vita media, dal prolungamento della vita lavorativa, la cura delle piccole patologie ecc.
Valentina Pinton

