La soia ci nutre…anche di iodio!

Siamo tra i paesi mediamente virtuosi, almeno quando si parla di iodio: sostanza quotidianamente necessaria all’organismo per non incappare in problematiche tiroidee e/o di altra natura. Esperti, in occasione del primo convegno internazionale della World Iodine Association, promosso in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna e dal PlantLab dell’istituto di Scienze della Vita dello stesso ateneo, non solo hanno attestato che nel nostro paese la carenza di iodio è ‘modesta’ ma hanno anche fornito possibili soluzione per ridurre ulteriormente il divario esistente tra il necessario apporto e quello effettivamente assunto.
La prima opportunità di assorbire iodio, secondo gli scienziati, sarebbe rappresentata dalla biofortificazione dei prodotti alimentari e agricoli, che significa aumentare le quantità/concentrazioni di uno specifico micronutriente, in questo caso lo iodio, all’interno di frutta e verdura durante il processo di crescita dell’alimento stesso. Il vantaggio è legato al fatto che dall’alimento, le quantità aggiuntive di determinate sostanze, ‘passerebbero’ efficacemente attraverso la dita a una più larga fascia di popolazione, a costi contenuti.
Lo dimostra il caso ‘soia’: una pianta che secondo recenti studi effettuati sotto la guida di Pierdomenico Perata, rettore dell’Università di Pisa e coordinatore del PlantLab, avrebbe dimostrato essere un’ottima accumulatrice di iodio. È stato infatti possibile osservare che una sola applicazione fogliare di iodato di potassio (KIO3), somministrato a bassissime concentrazioni (10 ml di KIO3 10 µM/pianta) durante lo sviluppo della pianta, è sufficiente a raddoppiare il contenuto di iodio nei semi di soia senza alterare i parametri produttivi. «La soia biofortificata con lo iodio – spiega Perata – integrato nella dieta degli animali, ‘potenzia’ il latte e i derivati, che diviene più ricco di questa sostanza, consentendo quindi anche all’uomo di raggiungere il necessario fabbisogno quotidiano di iodio».
Qual è dunque il passo successivo? Realizzare linee guida internazionali per fornire indicazioni precise per la standardizzazione dei processi di biofortificazione per gli alimenti , soprattutto riguardo ai principi nutritivi di maggiore interesse.
Francesca Morelli
