L’amore per i dolci nei piccoli potrebbe essere genetico

Se i bambini mangiano e consumano troppi zuccheri potrebbe essere anche questione di geni. È questa l’ipotesi di un gruppo di ricercatori dell’Università di Guelph, in Canada, che hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista scientifica Nutrients, da cui sarebbe emerso che alcune variazioni genetiche nei recettori del gusto possono associarsi alla preferenza dei dolci, così come alla sensibilità al gusto dei grassi e all’avversione per le verdure, specie a foglia verde amara.
Gli esperti, per arrivare a queste conclusioni, hanno coinvolto in un esperimento all’incirca 50 bambini in età prescolare, di cui 8 su 10 avevano uno dei genotipi ‘alternati’: fatto che li predisponeva con maggiore facilità all’acquisizione di cattive abitudini alimentari, mentre circa uno su tre consumava regolarmente una dieta ricca di snack e/o merendine. È stato possibile osservare che i piccoli che amavano particolarmente i dolci erano ‘geneticamente’ collegati alla preferenza del gusto zuccheroso, di contro quelli con la variante genetica verso il gusto grasso, preferivano snack e junk-food più calorici.
Benché si tratti di uno studio ancora in fase preliminare, ci sono le premesse per sviluppare ulteriori ricerche. «Questa informazione genetica iniziale – dichiara e conclude Elie Chamun, del Dipartimento di Salute Umana e Scienze nutrizionali dell’ateneo canadese – potrebbe trasformarsi in uno ‘strumento’ prezioso soprattutto per i genitori, aiutandoli a correggere la dieta dei propri figli, anche con soluzioni pratiche. Ad esempio se i piccoli hanno una predilezione genetica e, dunque del gusto, per i dolci, sarà bene limitare la presenza di questi cibi in casa». E’ un primo passo verso un percorso di buona salute, dicono gli esperti.
Francesca Morelli
