Il sistema olfattivo: un organo reattivo a principi farmacologici e nanoparticelle
Malgrado la regressione fisiologica cui va incontro nel primo anno d’età, il sistema olfattivo, e più in generale il distretto nasale, rimane per tutta la vita un’importante via di esposizione a vari componenti, ambientali e farmacologici. Questo vale soprattutto in omeopatia: non soltanto perchè si avvale di numerose sostanze aromatiche, quali per esempio flavonoidi e terpeni, ma anche perchè nei preparati ad alta diluizione sono presenti nanoparticelle che, per quanto prive di odore, sono in grado di influenzare la risposta infiammatoria e immunitaria dell’organismo nonché di modularne l’espressione genica. È quanto ipotizza un articolo recentemente pubblicato sul “Journal of Alternative and Complementary Medicine” (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29889551), che richiama l’attenzione a due aspetti fondamentali della nostra fisiologia, purtroppo spesso ignorati o sottovalutati: il primo è l’organo vomeronasale, un sistema olfattivo accessorio e autonomo, scoperto nel XVIII secolo, che si localizza alla base delle fosse nasali e in alcune specie, quali per esempio insetti, rettili e roditori, capta i feromoni, ossia particolari segnali chimici che interagiscono a livello neuroendocrino innescando per esempio comportamenti fondamentali per la riproduzione; il secondo elemento è legato a una peculiarità dei recettori olfattivi: si tratta di proteine che sono in grado di cambiare la propria conformazione a seconda della sostanza cui si legano e sono curiosamente presenti anche al di fuori delle fosse nasali, per esempio nel tubo digerente, nelle vie aeree, nelle cellule immunitarie e a livello renale, dove svolgono una funzione diversa da quella olfattiva.
Queste riflessioni ispirano agli autori dell’articolo due conclusioni: innanzitutto la struttura e le funzioni del naso sono molto più complesse di quanto si possa immaginare e si caratterizzano per un rapporto diretto e privilegiato sia con il sistema nervoso centrale sia con il sistema immunitario (alcuni farmaci, tra cui un antiemicranico e l’ormone antidiuretico, e perfino un vaccino antinfluenzale si somministrano per via nasale); in secondo luogo si può ipotizzare che la reattività dei recettori olfattivi condizioni la sensibilità soggettiva non soltanto agli odori ma anche ai principi farmacologici e in particolare alle nanoparticelle che per la Medicina allopatica rappresentano una nuova frontiera, ma per l’omeopatia sono ormai una realtà comprovata. Si delineano in questo modo nuove prospettive sia nella definizione di vie e meccanismi d’azione aggiuntivi dei rimedi omeopatici, sia nella messa a punto per questi ultimi di formulazioni specificamente mirate, sfruttando le potenzialità delle nanoparticelle.
Piercarlo Salari
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