Farmacia Visini di Sutrio: benessere naturale che parte dall’ascolto
Questa volta siamo andati in Carnia a intervistare il dr. Alessandro Kaspar della Farmacia Visini di Sutrio (UD), una realtà che dal 1976 è specializzata in medicina naturale, fornendo rimedi omeopatici mirati a seconda delle esigenze proprie di ciascun paziente
La Farmacia Visini incentra la sua attività principale nei settori dell’omeopatia e della fitoterapia. Qual è stato il percorso, dopo la laurea in Farmacia, che l’ha portata a interessarsene?
Dopo la laurea per quattro anni ho avuto modo di lavorare in diverse farmacie del Nord-est e questo mi ha permesso di imparare molti approcci differenti alla nostra professione; dal 2007 sono rientrato nella farmacia di famiglia e ho cominciato a specializzarmi in diversi ambiti. Inizialmente mi sono avvicinato all’omeopatia per curiosità: ho seguito i due anni di corso del Società Medica Bioterapica italiana a Padova, poi, avendo trovato l’argomento molto interessante, ho deciso di approfondire ulteriormente e mi sono iscritto alla Scuola omeopatica di Verona. Frequentandola l’interesse per l’omeopatia è diventato una vera e propria passione, cui dedico molto tempo ed energie e che di conseguenza ho cercato di introdurre nella pratica quotidiana della mia professione.
Quindi nel Suo lavoro si troverà spesso a consigliare prodotti omeopatici rispetto a quelli legati alla medicina tradizionale.
Cerco sempre, anche in relazione al paziente che ho di fronte, di proporre un’alternativa omeopatica al farmaco tradizionale. Non sempre ho una risposta positiva, ma sicuramente riscontro sempre più interesse rispetto a questo tipo di terapie alternative. Il cliente che viene nella vostra farmacia ha già un buon livello di conoscenza di cosa sia l’omeopatia e, più in generale, dei rimedi naturali? Con quale spirito si avvicinano a questo tipo di medicina? Ci racconti, se ne ha, qualche esperienza o aneddoto interessante. Sfortunatamente noto che spesso c’è molta confusione riguardo al “mondo del naturale”; soprattutto si tende a confondere la fitoterapia con l’omeopatia e a fare l’equazione “naturale non fa male”. Aneddoti ce ne sarebbero molti, normalmente i casi più eclatanti, e ahimè frequenti, riguardano i lassativi: si ricorre a prodotti fitoterapici convinti che in quanto tali non siano dannosi, anche se in realtà spesso svolgono la loro azione “irritando” in modo per nulla naturale l’intestino con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono.
Quali sono i Suoi consigli di farmacista omeopata nella prevenzione e cura dei disturbi estivi?
Faccio fatica con la mia formazione unicista a dare dei rimedi “preconfezionati”. Quello che di solito consiglio è una sorta di mini pronto soccorso omeopatico da portarsi dietro in questa stagione e che comprende i granuli di: Apis (per le punture di ape), Arnica (per tutti i tipi di botte e traumi), Arsenicum (per le intossicazioni alimentari e spesso utile negli eritemi), Calendula (per le ferite/abrasioni/scottature). Poi a seconda delle specifiche esigenze dei pazienti consiglio dei rimedi mirati sulla persona.
Le vengono spesso richieste anche terapie e rimedi mirati per i più piccoli?
Per quanto riguarda i bambini chiaramente nel loro caso c’è un’attenzione ancora maggiore e si cerca il più possibile di somministrare loro dei rimedi che siano contraddistinti sì da una buona efficacia, ma soprattutto da un’assenza di effetti collaterali; in questo senso l’omeopatia il più delle volte può rivelarsi la terapia più adatta. Quale atteggiamento riscontra nel mondo scientifico italiano verso l’omeopatia? Purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi di totale diffidenza. Quello che personalmente mi dispiace è la scarsa conoscenza della materia anche da parte di chi la critica aspramente.
Come valuta l’utilizzo degli strumenti del web 2.0 per avvicinare gli utenti alla conoscenza e alle possibilità offerte dalla medicina omeopatica?
Il web può essere uno strumento di approfondimento straordinario, purtroppo, specie in campo sanitario, è molto difficile saper valutare la qualità delle informazioni che si ricevono; per questo motivo credo sia meglio rivolgersi direttamente a dei professionisti che abbiano seguito un percorso formativo che ne attesti le competenze.
Come vede in prospettiva lo sviluppo del ruolo del farmacista omeopata nei prossimi anni e, di conseguenza, cosa si sente di consigliare a un giovane che vuole intraprendere questa carriera nel nostro paese?
Vista la sempre maggiore attenzione verso le medicine alternative credo ci possano essere buoni sviluppi per il ruolo del farmacista omeopata. Sarebbe auspicabile una maggiore regolamentazione in tal senso, al fine di proteggere e tutelare meglio la nostra professionalità in questo settore. Come in ogni ambito professionale credo sia fondamentale cercare di specializzarsi e approfondire gli argomenti il più possibile. Ciò richiede tempo e fatica. Lavorando non è sempre facile trovare le energie per farlo, quindi mi sento di consigliare di intraprendere un percorso formativo ben ponderato (scegliere con cura i corsi e le scuole cui appoggiarsi) e soprattutto il più possibile attinente a quelle che sono le proprie inclinazioni/passioni al fine di renderlo più piacevole, utile e avere maggiori possibilità di successo nella strada che si è scelto di intraprendere.
Valentina Pinton

