Farmacia Pagani, Milano 3, Basiglio: “Grazie all’omeopatia abbiamo tra le mani ‘un’arma’ in più per risolvere i problemi dei pazienti”
Il dr. Nicola Astori ci spiega com’è nata la specializzazione omeopatica della Farmacia Pagani di Basiglio e come lui stesso abbia respirato sin da bambino la passione per i rimedi naturali.
La Farmacia Pagani è nota nella zona di Basiglio e dintorni per riservare una particolare attenzione alla medicina omeopatica e naturale. Quale percorso, dopo la laurea in Farmacia, l’ha portata a interessarsi di omeopatia?
Trattiamo la disciplina omeopatica da 30 anni e in questa farmacia da quando mia madre, la dr.ssa Lucia Pagani, ne è diventata titolare, quindi da 16 anni a questa parte. E per me tutto è iniziato seguendo le sue orme. Non è una esagerazione dire che sento parlare di omeopatia dagli anni ’80, quando ancora in Italia era agli albori. Ricordo bene le prime parole che ho sentito pronunciare in merito, quando mi raccontava che mettendo delle “palline” sotto la lingua si potevano risolvere determinate problematiche: sin da bambino è stato per me qualcosa di magico, da scoprire poi in età adulta, quando ho frequentato il CISDO – Scuola italiana di omeopatia, e a seguire corsi, convegni, incontri e approfondimenti, spaziando dalla medicina funzionale alla spagiria. Insomma, mi sono interessato di tutto ciò che riguarda il naturale.
Le medicine influiscono sul nostro stile di vita. Le capita di limitare la somministrazione di farmaci allopatici in favore di rimedi naturali? Per quali patologie e sintomi, in particolare?
Quello che cerco di fare giorno per giorno è di mediare tra allopatia e omepatia. Non sono dell’avviso che il farmaco sia da eliminare, bensì, quando possibile, da ridurre, in modo che il nostro organismo non debba continuare ad assumerne se ne può fare a meno. Parlo ad esempio di problemi di digestione, reflusso, dolori, dermatiti, o magari di raffreddamenti, non da trattare seduta stante con farmaci allopatici, e, ancora, di prevenzione di allergie stagionali, preparazione al sole e così via. Certo, se un paziente ha un ascesso dentale non posso che concordare con la prescrizione dell’antibiotico, ma in alcuni casi e con taluni accorgimenti la si può evitare. In questa stagione in particolare consiglio di prepararsi all’inverno con un drenaggio, la depurazione dell’organismo e con prodotti specifici per stimolare le difese immunitarie.
Con quale spirito i Suoi clienti si avvicinano alla medicina omeopatica?
Grazie al lavoro e all’impegno di mia madre, che fa da 45 anni questo lavoro, la nostra farmacia è diventata punto di riferimento per la zona, non solo per i prodotti, ma anche per il personale in farmacia. Tutti i nostri collaboratori, infatti, hanno una buona preparazione in omeopatia e medicina naturale e sanno ascoltare per poi dare consigli mirati. I pazienti tornano perché hanno già avuto benefici dalle cure proposte precedentemente. Le mamme, in particolare, si affidano molto a noi per quanto riguarda la salute dei loro piccoli, e mettono in atto un passaparola perché soddisfatte dei risultati ottenuti. È inutile dire che questo ci dà grande soddisfazione.
In qualità di esperto di omeopatia, si sente di consigliare la sua scelta professionale a un giovane che vuole intraprendere la carriera di farmacista omeopata nel nostro paese?
Assolutamente sì, mi sento di raccomandare questo percorso perché ci permette di disporre di “un’arma” in più per risolvere i problemi dei pazienti. Ognuno ha la sua problematica e va ascoltato, ed è proprio questo il bello del nostro lavoro: quello di plasmare il nostro consiglio su ogni singola persona, spaziando in un campo molto vasto. Questo ci rende molto più di meri dispensatori di farmaci. La nostra farmacia, ad esempio, dispone anche di un reparto nutrizione, cosa che ci permette di poter rispondere in modo efficace alle persone – e sono sempre di più – che presentano campi di disturbo alimentare, dai celiaci agli sportivi. Insomma, la conoscenza dei rimedi naturali ci permette di garantire un approccio migliore e più completo al paziente.
Valentina Pinton

