Farmacia San Martino, Alzano Lombardo (BG): “L’omeopatia ha reso di nuovo il farmacista fulcro del consiglio nella risoluzione delle problematiche dei pazienti”
Il dr. Andrea Francesco Raciti ci parla delle ragioni che l’hanno portato ad abbracciare il metodo olistico dell’omeopatia e a intraprenderne lo studio a livello universitario, ricordando l’importanza per un buon farmacista omeopatico della formazione e della specializzazione
La Farmacia San Martino da anni ha impostato il consiglio al paziente e la gestione secondo un approccio omeopatico. Dr. Raciti, ci racconti qual è stato il percorso, dopo la laurea, che l’ha portata fin qui.
Il mio interessamento all’omeopatia inizia durante il tirocinio, nell’ultimo anno del corso di studi. Durante la mia prima esperienza in farmacia mi resi conto che erano molti i pazienti che quotidianamente al banco utilizzavano questi farmaci e chiedevano ai farmacisti consigli su come utilizzarli. Il mondo universitario però non preparava a saper rispondere a queste domande e quindi già alcuni mesi prima della laurea mi ero iscritto a un corso biennale di omeopatia, al quale ne fecero seguito molti altri, tra scuole e corsi di specializzazione. Più studiavo il metodo olistico dell’omeopatia, più capivo che questo tipo di approccio era il migliore per aiutare le persone che si rivolgevano a me in farmacia come professionista della salute.
Grazie alla sua formazione, ha sviluppato un proprio metodo di approccio al paziente che permette un consiglio pluralista in farmacia integrando ai farmaci allopatici quelli omeopatici. Con quale spirito i Suoi clienti vivono questo approccio diverso all’ascolto?
L’omeopatia è uno strumento di cura che non deve escludere nessun altro approccio farmacologico. La funzione primaria di ogni sanitario, medico o farmacista, è quella di migliorare la qualità della vita delle persone che si rivolgono a lui. Le modalità che noi operatori utilizziamo per favorire tale processo si concretizzano nel consiglio, attuato dai farmacisti, e nella capacità di diagnosi, in ambito medico. È importante che in entrambi i ruoli venga data precedenza al consiglio o alla prescrizione del farmaco più adatto al paziente, senza preclusioni in merito al tipo di medicinale da utilizzare, sia esso un prodotto derivante da sintesi chimica, di natura fitoterapica, od omeopatico. Senza contare che spesso la combinazione fra l’utilizzo di farmaci omeopatici o fitoterapici e allopatici riduce gli effetti collaterali delle terapie e aumenta l’efficacia delle stesse. I pazienti si mostrano ben disposti di fronte a tale modo di relazionarsi a loro, perché implica maggiore predisposizione all’ascolto da parte dell’operatore sanitario e garantisce agli stessi la possibilità di essere compresi nei loro disagi.
Come professore a contratto di Omeopatia classica presso il master per farmacisti dell’Università di Bergamo, cosa si sente di consigliare a un giovane che vuole intraprendere questa carriera?
Il master di II livello in Marketing dei prodotti omeopatici è l’unico percorso formativo universitario per farmacisti che permette, a chi lo frequenta, di acquisire strumenti di comunicazione, di marketing e di clinica omeopatica che possono essere subito spesi nel miglioramento della qualità e capacità di consiglio al banco. L’omeopatia, obbligando a uno studio fortemente clinico e a un approccio che mette al centro il paziente, rende nuovamente il farmacista, con le sue conoscenze, fulcro del consiglio e guida nella risoluzione delle problematiche. Ricordo sempre ai miei studenti che il linguaggio dell’omeopatia, paziente-centrico, può essere visto come una finissima tecnica di indagine medica che permette di arrivare a comprendere il disagio della malattia in maniera profonda, e di fornire un consiglio mirato che non è detto debba essere per forza solo omeopatico.
Saprebbe descrivere con tre aggettivi come vede in prospettiva lo sviluppo del ruolo del farmacista omeopata nei prossimi anni?
Specializzato: in un mondo che tende ad appiattirsi verso posizioni uniformi chi decide di specializzarsi per migliorarsi non potrà che spiccare. Attento: solo chi è attento ai bisogni e ai cambiamenti della società può esserne precursore. Consapevole: la consapevolezza dei propri limiti e dei limiti della medicina ci deve spronare a crescere professionalmente e a cercare cure e soluzioni sempre migliori.
Valentina Pinton

