L’Australia rivaluta l’omeopatia
L’antefatto
2015. Dall’Australia giunge la notizia che scuote il mondo dell’omeopatia: il National Health and Medical Research Council (NHMRC), l’Istituto per la ricerca medica e sanitaria più autorevole d’Australia, comunica i risultati di una metanalisi svolta su 225 studi e lancia un allarme “ …non ci sono situazioni nelle quali ci sia un’evidenza dell’efficacia dell’omeopatia” e ancora: “Chi sceglie di curarsi con l’omeopatia può mettere a rischio la propria salute se rifiuta o pospone trattamenti per i quali c’è una efficacia dimostrata”.
Il rapporto ha innescato violente reazioni in tutto il mondo, suggerendo che NHMRC aveva scoperto che l’omeopatia non funziona per nessuna condizione.
Il ricorso
2016. Complementary Medicines Australia, Australian Homoeopathic Association e Australian Traditional Medicine Society presentano denuncia al Commonwealth Ombudsman: un reclamo di merito, sufficiente a giustificare un’indagine completa sulla condotta del NHMRC. Nel corso dei mesi successivi il NHMRC ha dovuto, dunque, rispondere alle accuse di parzialità, conflitto di interessi e cattiva condotta scientifica.
La riconsiderazione
2019. La Prof. Anne Kelso, amministratore delegato dell’NHMRC, afferma che i risultati di quello studio sono stati manipolati e che, al contrario di certe affermazioni, “la metanalisi non giunge alla conclusione che l’omeopatia è inefficace”.
L’indagine dell’Australian Homeopathic Association (AHA) sulla condotta di NHMRC, combinata con un’approfondita analisi e revisione da parte della Comunità Scientifica Mondiale, ha rivelato infatti prove di gravi comportamenti procedurali e scientifici, incluso il fatto che il rapporto pubblicato era una seconda stesura, dopo una prima versione redatta nel 2012, ma mai divulgata al pubblico.
Solo ora vengono resi noti i risultati dello studio del 2012, dove si riscontrano incoraggianti evidenze dell’efficacia dell’omeopatia in diverse patologie, con dati molto migliori di quelli dello studio pubblicato nel 2015.
La situazione in Francia, Germania, Lussemburgo
In luglio, dopo un dibattito assai acceso, la Francia ha deciso di sospendere il rimborso dei medicinali omeopatici a partire dal gennaio 2021, suscitando le proteste di larga parte della popolazione (il 72% dei francesi è convinto dell’efficacia dell’omeopatia). La campagna per opporsi a questa decisione è stata supportata anche da medici, politici, scienziati e produttori di medicinali omeopatici con una petizione che ha raccolto 1,3 milioni di adesioni.
Diversa la posizione della Germania, altro paese in cui l’utilizzo dell’omeopatia è largamente diffuso: oltre l’85% degli intervistati in un sondaggio si è dichiarato a favore dell’omeopatia (Fonte: A. De Petris, 13/06/2018), e dove il ministro della Sanità, Jens Spahn, ha confermato che i medicinali omeopatici continueranno ad essere rimborsati dalle compagnie di assicurazione sanitaria.
Conferme a favore della rimborsabilità dei medicinali omeopatici giungono anche dal Lussemburgo, dove 48 rimedi omeopatici vengono rimborsati fino all’80%. (Fonte: France Clarinval, 24/08/2019)
Fonti: ECHAMP, HRI
https://www.hri-research.org/resources/homeopathy-the-debate/the-australian-report-on-homeopathy/

