Con la crisi cresce il vizio del fumo
140 milioni sono le sigarette che gli italiani fumano ogni giorno, per un totale di 51 miliardi di sigarette consumate in un anno. In occasione della Giornata Mondiale senza tabacco (oggi, 31 maggio) emergono i risultati di un’indagine Doxa commissionata dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) in collaborazione con l’Istituto Mario Negri.
Secondo la ricerca, oggi a fumare sarebbero ben 2 italiani su 10, circa 11,8 milioni di persone. Quel che conforta è che sono diminuiti i baby fumatori, cioè chi inizia a fumare prima dei 15 anni d’età, mentre sono in aumento gli amanti delle bionde con più di 25 anni, con una crescita persino tra i 40 enni e gli over 65.
Tale andamento fa presupporre a un “effetto-crisi” dove le preoccupazioni legate ai problemi economici potrebbero aver indebolito molti ex-fumatori che, presi da ansie e turbamenti, avrebbero ripreso il vizio del fumo. Un vizio che, sempre secondo i dati dell’indagine, non fa distinzione di sesso: i consumatori abituali di sigarette tra uomini e donne, infatti, si sta uniformando con 6,5 milioni di uomini fumatori e 5,3 milioni di donne fumatrici.
La fascia in cui si registra la più alta percentuale di fumatori, comunque, resta quella dei 25-44 enni, con un consumo medio giornaliero di circa 13 sigarette e la netta preferenza per le sigarette già confezionate (96,3 per cento): solo il 3,4 per cento degli intervistati ha dichiarato di preferire le bionde fai da te.

