Memoria di ferro con attività fisica dagli undici anni
Il detto ‘Mens sana, in corpore sano’, oggi, ha una conferma in più: praticare attività fisica regolare, fin da bambini, favorisce una migliore memoria, attenzione e apprendimento da adulti, anche dopo i 50 anni. Ad attestarlo è uno studio, pubblicato sul Journal of Psychological Medicine, condotto dal King’s College di Londra secondo cui correre, nuotare, allenarsi in palestra hanno un impatto benefico sulla salute cerebrale a lungo termine. L’indagine ha sottoposto più di 9 mila persone tra gli 11 e i 50 anni a interviste per conoscere l’inclinazione sportiva nelle varie fasi della crescita e a test di apprendimento, memoria, capacità di attenzione e ragionamento. «Chi si è esercitato settimanalmente da bambino e da adulto – spiega Alex Dragan, coordinatore della ricerca – a 50 anni, ha mostrato migliori punteggi nei test di funzionalità cerebrale rispetto a chi lo aveva fatto due-tre volte al mese o meno». Mai rinunciare, però: «Per il mantenimento delle capacità cognitive in età avanzata, dai 19 ai 64 anni, occorre dedicare almeno 150 minuti settimanali all’attività fisica». E se l’impegno è inaccessibile i benefici sul cervello – rassicura Dragan – si ottengono anche con una attività sportiva più ridotta e, per i neofiti, iniziando con un esercizio fisico leggero e un graduale aumento in intensità e frequenza.

