L’orologio biologico influenza (in negativo) anche la pelle
Dopo il ritmo sonno-veglia, il metabolismo e altre funzionalità, il ritmo circadiano – ovvero l’orologio biologico che nell’arco di 24 ore regola armonicamente i meccanismi e sistemi dell’organismo – influenzerebbe anche l’invecchiamento della pelle. È quanto dimostrerebbe uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università della California, negli Stati Uniti, e pubblicato sulla rivista Cell Report.
La scoperta è sperimentale; vale a dire che al momento sarebbe stata attestata soltanto in laboratorio su modelli murini (topi), grazie all’utilizzo di una speciale tecnica ‘eccitante’ di imaging e fluorescenza. Gli esperimenti avrebbero consentito ai ricercatori di osservare che il ritmo circadiano è responsabile (anche) della regolazione di una particolare fase delle cellule staminali, di quelle che si trovano nello strato più superficiale della pelle, nella quale il metabolismo produce i radicali liberi. Questi, come si sa, possono creare danni al DNA che si traduce visibilmente in un invecchiamento precoce e generale delle cellule. Quindi anche di quelle della pelle.
Queste anomale interruzioni o variazioni del ritmo circadiano, sembrerebbero causate in parte anche dagli stress e dagli stili di vita sbagliati dei tempi moderni. Che da oggi potrebbero mettere a repentaglio anche la qualità e la giovinezza della pelle.

