La musica da bambini fa bene al cervello
Imparare a suonare uno strumento musicale da bambini favorirebbe lo sviluppo cerebrale, migliorandone la capacità di concentrazione, ma non solo. Aiuterebbe anche a controllare le emozioni e a diminuire gli stati di ansia. I benefici sarebbero stati dimostrati da uno studio condotto dalla University of Vermont College of Medicine, negli Stati Uniti, e pubblicato sul Journal of American Academy of Child & Adolescent Psychiatry.
I ricercatori per giungere allo scopo dello studio, ovvero valutare possibili variazioni dell’ispessimento corticale del cervello fra i suonatori e non, hanno coinvolto oltre 230 bambini e ragazzi di età compresa tra 6 e 18 anni. Ogni partecipante è stato sottoposto alla scansione cerebrale, tramite risonanza magnetica, completata con alcuni test comportamentali ripetuti in diverse occasioni, e comunque con un intervallo di 2 anni tra ciascuna prova e la successiva. Mettendo in relazione le informazioni diagnostiche, quelle attitudinali con il quoziente intellettivo e l’eventuale utilizzo di strumenti musicali, gli studiosi hanno osservato una serie di cambiamenti e ispessimenti in diverse aree del cervello. Più precisamente in quelle legate al funzionamento esecutivo, al controllo inibitorio e/o all’elaborazione delle emozioni ma anche una migliore coordinazione motoria nel caso i ragazzi fossero musicisti. «I maggiori benefici – ha spiegato James Hudziak, coordinatore della ricerca – si sono registrati nella memoria di lavoro, nel controllo dell’attenzione e nella capacità di pianificazione prospettiche».
La musica, studiata e coltivata sin da piccoli, concludono i ricercatori, non dovrebbe quindi essere considerata soltanto come un’opportunità per esprimersi creativamente, ma anche come una potenzialità per affinare le energie mentali.
Francesca Morelli

