Più potassio e meno sodio, il mix che tiene a bada la pressione alta
Avocado, spinaci, patate dolci, fagioli, banane e caffè: sono alcuni ingredienti giusti che, insieme a un moderato consumo di sale, possono contribuire a tenere sotto controllo la pressione. Qual è la ragione? Si tratta di alimenti ricchi di potassio, sostanza che sembra avere effetti benefici sugli stati ipertensivi. Lo avrebbe evidenziato uno studio della Keck School of Medicine della University of Southern California, pubblicato su American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism, dopo una revisione di diverse ricerche sull’argomento.
Se l’apporto di sodio nella dieta occidentale è eccessivo, quello di potassio sarebbe invece insufficiente. Un rapporto che, in funzione del suo squilibrio, secondo l’autrice della ricerca, Alicia A. McDonough, esporrebbe a un rischio cardiovascolari e di sviluppo di pressione alta maggiore.
Allora quale sarebbe il corretto consumo giornaliero di potassio? Ne servono, secondo gli esperti, almeno 4,7 grammi: quantità sufficiente e necessaria per contenere i livelli della pressione sanguigna e ridurre gli effetti negativi del sodio quali ad esempio il rischio di calcoli renali e di perdita di massa ossea. Per raggiungere il consumo di potassio auspicato, basta scegliere gli ingredienti giusti: ad esempio un po’ più di mezza tazza di fagioli neri, da sola, potrebbe contribuire a soddisfare il 50% del fabbisogno giornaliero, cui si possono aggiungere altri alimenti (oltre a quelli citati in precedenza) fra frumento e farro, anche in forma di farine, riso ed orzo, uva, pere, albicocche fresche ed anche disidratate, cavoli, porri, carciofi, nocciole e mandorle, tutti i legumi. Meglio se cotti, laddove previsto, a vapore o nel caso di orzo e farro, in forma di risotto: due cotture che contribuiscono a mantenere elevata la concentrazione di potassio. È bene evitare invece la bollitura che disperde questo microelemento nell’acqua.
Francesca Morelli

