Caffè… ai broccoli!

Per ora è solo una novità australiana, ma potrebbe essere importata anche in Italia. Si tratta di un caffè speciale, a base di broccoli, dedicato a coloro che non amano la verdura, le crucifere in particolare. I “broccoli, no grazie”, dunque, nel prossimo futuro, potrebbero non avere più scuse per non approfittare dei benefici anti-cancro racchiusi in questo ortaggio.
Si chiama broccoli-coffee, il nome non tradisce l’ingrediente principale, ed è già servito in alcuni caffè di Melbourne, in Australia appunto. L’idea di creare una versione green, contenente un estratto in polvere dei broccoli, dell’amatissimo oro nero, il caffè tradizionale, è di un gruppo di scienziati dell’ente nazionale di ricerca Csiro (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization) e di esperti agricoli del gruppo Hort Innovation.
L’essenza polverosa dei broccoli consente però un utilizzo trasversale, infatti può essere utilizzata e inclusa anche in altre pietanze come bevande in genere, minestre, torte e biscotti. Importante per poter godere dei salutari benefici dei broccoli è il quantitativo dell’essenza: ne servono almeno due cucchiai, cioè l’equivalente di una normale porzione, tale da apportare fibre, vitamina B6 e E, manganese. Con questa polvere, nell’intento degli esperti, potranno essere prodotte altre bevande e spuntini nel rispetto di progetti e politiche anti-spreco; sarà tratta e polverizzata da verdure salutari ma strutturalmente imperfette, dunque meno vendibili o proponibili sul mercato. «Alcuni studi – ha dichiarato John Lloyd, Ceo di Hort Innovation – attestano che gli australiani mediamente non mangiano la dose giornaliera di verdure e la polvere di broccoli potrebbe contribuire a raggiungere il ‘target’ raccomandato».
La studio, in via di sviluppo, punta ora a migliorare la polvere e a sperimentarla su un maggior numero di consumatori, grazie anche al possibile supporto di coltivatori e di gruppi rappresentativi, interessati a distribuire – commercialmente parlando – la polvere sul mercato.
Francesca Morelli
