A scuola, meglio la settimana extra-corta
Studiare quattro giorni a settimana, anziché cinque, migliorerebbe le performance dei ragazzi, specie nelle discipline scientifiche quali la matematica e durante la scuola primaria. È quanto sostiene un team di ricercatori della Georgia State University e della Montana State University dopo una indagine su diversi gruppi di studenti invitati ad andare a scuola per una settimana corta o extra-corta.
Il modello della scuola primaria francese che adotta, già da tempo, calendari settimanali di quattro giorni anziché cinque sarebbe una carta vincente per ottenere in pagella voti migliori facendo più felici alunni e insegnanti. Dello stesso avviso non sarebbero però i genitori, costretti in questo caso ad occuparsi maggiormente del tempo libero dei propri figli con costi ingenti, in un periodo già di crisi.
Secondo uno studio, pubblicato sulla rivista ‘Education, Finance and Policy’, che ha confrontato i rendimenti di due gruppi di alunni, gli uni che seguivano un calendario settimanali breve e gli altri extra corto, sottoponendoli tutti a una serie di test in discipline matematiche e lettura, avrebbe attestato che minori erano le ore di studio, migliori risultavano i punteggi ottenuti con i numeri, ma non con le lettere dell’alfabeto. Come si spiegherebbe questo fatto anomalo? I ricercatori sostengono due tesi: l’una che la settimana corta abbassa l’assenteismo tra i banchi di scuola, in quanto studenti e insegnanti rimanderebbero impegni e appuntamenti nel fine settimana, ovvero nella giornata feriale ma libera da impegni scolastici, e l’altra che i quattro giorni di scuola invitano a lavorare alunni e prof con maggiore entusiasmo e zelo conducendo a prestazioni scolastiche più soddisfacenti.
La ricerca americana smentirebbe dunque la teoria fino ad oggi sostenuta secondo cui gli alunni, specie i più piccoli che hanno minore capacità di concentrazione prolungata, con calendari scolastici brevi peggiorerebbero il loro rendimento scolastico, e dimenticherebbero nel corso del week-end quando appreso nei giorni di scuola. Avverrebbe invece tutto l’opposto.
Ma in Italia, la proposta non è ben accolta dagli specialisti, specie pediatri, che sostengono che la formazione per essere valida e efficace ha bisogno di quotidianità e continuità: due fattori che fanno a botte con la settimana corta. Dunque, per il momento, poche speranze per gli alunni italiani di mettere la cartella in spalla solo quattro giorni a settimana.
Articolo di Francesca Morelli – Omeopatiasalute.it

