Addio gastrite anche dalla tavola natalizia
“Light”: leggero è la parola d’ordine del Natale 2015, economicamente e culinariamente parlando. L’uno per pochi soldi in tasca e l’altro perché con l’avvento della nuova etichetta alimentare – in vigore dal 13 dicembre scorso – che tiene sott’occhio tutte le componenti dei cibi, grassi e pesantezze varie comprese, è più difficile sgarrare. E così a detta degli esperti, per il pranzo natalizio (e forse anche per il cenone di Capodanno) la maggior parte degli italiani si leccherà i baffi con pietanze soprattutto a base di verdure, carni bianche e pesce. Ma tra gli italiani virtuosi del mangiar sano, qualche eccezione ci sarà e per gli affezionati dei piatti della tradizione che vogliono leccornie ricche di mascarpone, ad esempio, di carne di maiale e frutta secca, il rischio di gastriti, indigestione e fegato pesante restano in agguato.
E con essi anche la spiacevole sintomatologia: bruciori, sensazione di peso allo stomaco, nausea. L’omeopatia, viene in soccorso con benefici rimedi anche per gli eccessi alimentari e per combattere i risvolti del menù delle feste, alleviando disagi gastrici e ripristinando la funzionalità epatica, propone sotto l’albero un composto contenente Anacardium, Argentum nitricum, Arsenicum album, Carbo vegetabilis, Chamomilla, Chemlidonium, Lycopodium, Nux vomica e Scrophularia nodosa. La soluzione, disponibile sia in gocce sia in compresse, aiuta a ridurre l’acidità, gli spasmi addominali ed eventuali sintomi correlati come meteorismo, flatulenza, sensazione di amaro in bocca. E per sortire un ancora migliore effetto, è ottimo il mix con un rimedio a base di Cardum marianus, Chelidonium, China, Chlosterinum, Colocynthis, Lycopodium e Nux vomica che dà ristoro al fegato, inevitabilmente sottoposto a un sovraccarico di lavoro, aiutandolo nella sua attività metabolica e detossificante.
L’associazione dei due composti dovrebbe garantire così la scomparsa della sintomatologia e la ripresa di una normale attività digestiva; in caso contrario è bene consultare il medico per l’impostazione di un regime terapeutico più appropriato.
Francesca Morelli

