Anno positivo per l’omeopatia: crescono gli ‘users’

Si chiude in positivo l’anno per l’omeopatia. Almeno per quanto riguarda i consumi, cresciuti rispetto a marzo 2016. Lo attesta una indagine di Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, da cui emerge che quasi 9 milioni di italiani preferiscono l’omeopatia alla quale sono ricorsi almeno una volta nel corso dell’anno per rimettersi da malanni di stagione, come raffreddori e influenza (59%), o altri acciacchi fra cui dolori articolari o muscolari (26%), problemi gastro-intestinali (25%). L’omeopatia, inoltre, è stata scelta come rimedio nel trattamento di allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21%), digestione (19%), insonnia (15%). I ‘fattori’ che dirigono gli italiani verso l’omeopatia, preferita soprattutto da donne (63%) di 35-54 anni (55% del totale campione) con una buona occupazione e buona istruzione, residenti prevalentemente al Nord (58%), sono diversi: l’assenza di effetti collaterali (14%), l’atossicità (12%) e il grado di efficacia (9%). Altri dati positivi: l’omeopatia è conosciuta dall’80% degli italiani e fra coloro che negli ultimi 10 mesi ha assunto farmaci, il 58% ha usato uno o più farmaci omeopatici, mentre il 60% degli italiani, non necessariamente users omeopatici abituali, sostiene che i rimedi omeopatici ed allopatici debbano essere utilizzati insieme.
L’omeopatia è una scelta consapevole e ragionata fra gli italiani, in gran parte dei casi suggerita da esperti. Infatti il 55% degli ‘users’ sceglie questi farmaci dietro indicazione del medico curante o del farmacista (39%) o ancora perché indirizzato all’omeopatia (26%) da strutture sanitarie pubbliche e/o dallo specialista della patologia (17%). Ma non solo: il 26% si reca dall’omeopata, sebbene rappresenti un costo aggiuntivo per il paziente. Positivo il fatto che l’omeopatia è ‘acquistata’ in sicurezza: secondo l’indagine di Omeoimprese quasi la metà degli users (45%) non è propenso a rivolgersi e comperare via web, contro il 29% che ne è favorevole. Che cosa stride allora in questo panorama positivo? A preoccupare Omeoimprese e il settore generale è la bocciatura dell’emendamento alla Legge di Bilancio per rivedere le tariffe del settore. Si attendono sviluppi.
Francesca Morelli
