Chemio e omeopatia: un’alleanza terapeutica nel paziente oncologico
I medicinali omeopatici aiutano a migliorare la qualità della vita nei pazienti oncologici, tanto che in Europa vengano scelti, durante le terapie aggressive, come ad esempio la chemio, da circa il 60% dei malati, specie se in età pediatrica. Non solo per integrare le cure tradizionali, ma soprattutto per alleviarne gli effetti collaterali e tossici. A dichiararlo è Simonetta Bernardini, presidente della Società italiana di Omeopatia e Medicina Integrata e responsabile del Centro di Medicina Integrata dell’Ospedale di Pitigliano, il primo in Europa ad utilizzare anche l’omeopatia in corsia e nel corso di trattamenti oncologici.
In una notizia ANSA si legge che in occasione del VI congresso di Oncologia Integrata tenutosi di recente a Roma, l’oncologa avrebbe dichiarato quanto segue: «Alcuni medicinali omeopatici come l’Ipeca aiutano a sopportare nausea e vomito tipici di alcuni chemioterapici. Altri, come Causticum, riducono i danni da radio come arrossamento e ustioni».
Oltre che sugli effetti collaterali fisici, l’integrazione chemioterapia-omeopatia apporterebbe benefici anche a livello psico-emotivo: «I pazienti che ne fanno ricorso – conclude la dottoressa – riferiscono soprattutto una migliore qualità del sonno, più forze e minor ansia».
Francesca Morelli

