chiedo un aiuto per perdere peso
Sono disperato, davvero, e chiedo un sincero aiuto. Sino ai 20 anni ho sempre mantenuto il mio peso forma, 72 kg, altezza 175 cm. Quando capitava d’ingrassare, 76 – 78 kg, mi mettevo subito a dieta e li perdevo con facilità. Poi le cose son cambiate, ingrassavo rendendo invano i miei sforzi e dopo controlli mi fu diagnosticato ipotiroidismo. Da quando avevo 20 anni, ora ne ho 40, sono passato da 25g di eutirox, ad alternare 4 giorni dosaggio di 75g e 3 giorni 100g di eutirox ed il peso, sig, 95 kg. Sono arrivato addirittura a sfiorare il quintale. Dai 20 anni la mia vita è un incubo. In più, a peggiorare la situazione, è stato un grave incidente che m’impedisce di fare attività fisica a livello agonistico. L’unica cosa che riesco a fare e camminare, camminare e ancora camminare (veloce).
Pur di perdere peso, sono arrivato a fare veri e propri giorni di digiuno, scendendo a 80 kg, ma poi, col poco e col pochissimo, li ho ripresi inesorabilmente. Diete su diete. Nulla. L’ultimo anno trascorso è stato caratterizzato da una dieta, seguita diligentemente, di 1200 calorie. In più, il mio posto di lavoro dista da casa 3 chilometri ed ogni santo giorno, dal lunedì al sabato, per nove mesi di scuola, mi sono recato al lavoro sempre a piedi: 30 minuti andata e 30 minuti ritorno. Tutti giorni. Ebbene nonostante la dieta e nonostante l’ora giornaliera di camminata veloce, non ho perso nulla, il mio corpo si è limitato a mantenere sempre lo stesso peso di 95 kg. Tra endocrinologo e medico di base (dietologo), mi sento sempre e solo: “devi perdere peso” ed ora il patatrac: una volta constatato che la
dieta di 1200 calorie non ha sortito nessun effetto su di me, mi dovrò preparare a seguire una dieta di 1000 calorie. Cioè, voglio dire, e cosa mai potrò mangiare? Ma aldilà di questo, ormai mi sono abituato, mio malgrado, a perdere anche il gusto a mangiare, è mai possibile che non c’è niente, a livello medicinale e non, che possa aiutarmi quantomeno a far valere il mio impegno ed i miei sforzi? Oppure devo davvero pensare che per me, l’unica soluzione sono i digiuni? Le rinunce? La perenne camminata veloce? (quasi mi sono scordato come si porta la macchina). Io sono davvero stanco e disperato all’idea di pesare sempre e solo 90/95 kg per il resto della mia vita, non mi va e non l’accetto. Per questo, all’ostinata “resistenza” di chi mi segue, vorrei sentire altri pareri. Non perché cerco solo “un fatidico conforto” (non mi serve a nulla), ma solo perché credo che alternative a cure standard ci sono e sono disposto a cambiare (le cure standard) visto che si limitano a mantenere stabili e buoni i livelli della tiroide (FT3, FT4, TSH, ecc), ma a livello di peso non mi aiutano affatto… perché “soluzioni mediche non esistono”.
Vi chiedo davvero di delucidarmi, di consigliarmi, di aiutarmi. Grazie.
A mio parere, e in base all’esperienza clinica fino ad ora fatta, la sua situazione potrebbe essere affrontata tenendo conto di alcuni fattori tra cui l’equilibrio acido-base, la possibile resistenza insulinica, la sua effettiva capacità di assorbimento considerando la funzionalità del lume intestinale a livello soprattutto dell’intestino tenue, le variazioni di glicemia a seconda del tipo di pasto assimilato, eventuali intolleranze alimentari e l’integrità funzionale di quello che viene chiamato microbiota cioè l’insieme di tutti quei microrganismi (probiotici) che consentono un’ottimale assimilazione e digestione del cibo. Un’attenzione particolare va posta, inoltre, all’accostamento dei cibi e alla formulazione del pasto che, come avrà intuito, non può unicamente tenere conto degli aspetti “calorici” ma anche di quelli relativi ad un equilibrio rispetto alle esigenze individuali circadiane. Studi “individualizzati” rispetto a situazioni come la sua (con compresenza di patologie) e che forniscono un quadro completo della situazione, vengono portati avanti in numerosi Istituti e Centri di Scienza dell’Alimentazione (basta fare riferimento ai Centri Universitari tra cui Milano e l’Università di Modena e Reggio Emilia). Dopo avere posto una diagnosi la più olistica possibile ecco che i supporti anche “alternativi” (che poi così alternativi non sono ma spesso sono espressione di ambiti di ricerca “di nicchia”) possono trovare una loro ottimale applicazione. Normalmente un buon medico nutrizionista con, magari, competenze di approcci Kousminiani (vedi per un elenco l’Associazione AMIK) potrebbe costituire un valido punto di riferimento per iniziare questo cammino.
La invito quindi a non desistere dal suo intento e lo faccio non per “un fatidico conforto” ma perché “soluzioni mediche” ESISTONO!
Cordiali Saluti,
Maurizio Italiano
