Consigli per non cadere nelle ‘fake news’ del post-abbuffata

Con la fine delle vacanze di Natale si cambia marcia e chi ha accumulato peso nelle festività di norma prova a rimettersi in rotta per tornare al peso forma. La raccomandazione degli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss) è di non cadere in errori nutrizionali che potrebbero fare più male che bene al peso, dunque anche e soprattutto alla salute. Ecco 3 regole d’oro che possono ‘alimentare’ il vostro programma dietetico ‘brucia grassi’:
1. Non saltare i pasti e non digiunare. È convincimento generale che evitare di sedersi a tavola e non mangiare, faccia scendere l’ago della bilancia. Falso, dicono gli esperti: anzi si ottiene l’effetto contrario, poiché il corpo privato del cibo va in allerta e rallenta il dimagrimento. Calano gli zuccheri nel sangue e l’organismo, soprattutto il cervello, ‘cerca’ cibi, con un aumento del senso di fame, in particolare di carboidrati, utili per mantenere gli zuccheri a valori normali. L’effetto maggiore è che si arriva al pasto successivo affamanti, rischiando di introiettare cibo spazzatura.
2. Senza cibo cresce la massa grassa e si perde massa magra. Con una conseguente alterazione del metabolismo, più lento. Mangiare cibi nutrienti in piccole porzioni, almeno 5-6 durante tutto il giorno, invece stabilizza i livelli di zucchero nel sangue e porta a ‘impostare’ una dieta più sana che favorisce anche la perdita di peso. Per perdere peso è bene scegliere dunque cibi con pochi grassi e calorie e con maggiori quantità di proteine ed elementi nutritivi vitali. Consumati ogni 3-4 ore, possono contribuire anche a un efficace ritorno alla ‘piena forma’.
3. Nì a barrette energetiche, pasti sostitutivi e integratori alimentari. Nessun alimento alternativo è in grado di soddisfare la ‘complessità’ nutrizionale di un pasto completo, sano e bilanciato. Soluzioni diverse dal cibo tradizionale possono essere assunte, dicono gli esperti dell’Iss, per periodi limitati e all’interno di un regime dietetico ipocalorico controllato. In commercio, avvertono, esistono oltre 4.500 proposte tra integratori, barrette e bibite, ma nessuna equivalente da un punto di vista nutrizionale a quanto può fornire un pasto. Gli integratori, aggiungono dall’Iss, possono essere invece utili e necessari in determinati contesti: ad esempio in gravidanza che richiede un aumentato apporto di acido folico, in caso di abbondanti flussi mestruali che possono privare l’organismo di ferro eme, in presenza di alcune malattie come l’osteoporosi che deve essere supportata da vitamina D o in caso di diete vegetariane che abbisognano di una supplementazione di vitamina B12. Serve tuttavia attenzione nell’assunzione di integratori poiché possono interferire con alcuni farmaci o alcuni in caso di eccessi, oltre le dosi raccomandate in etichetta, potrebbero impattare sulla salute. Con gli integratori, è bene non ricorrere mai al fai-da-te ma consultare il medico, rispettando sempre le quantità di assunzione suggerite.
Francesca Morelli
