Curare il fegato con l’omeopatia
Diffuse in tutto il mondo, le malattie del fegato possono emergere dopo che il paziente lamenta sintomi specifici o perché si evidenziano alterazioni nei parametri epatici che richiedono indagini approfondite e accertamenti clinici.
A seconda della malattia epatica riscontrata e dai disturbi specifici lamentati dal malato, esistono vari trattamenti omeopatici mirati a risolvere il problema.
* Per le alterazioni epatiche reversibili che si manifestano principalmente con disturbi digestivi l’omeopata può prescrivere:
NUX VOMICA: se la persona presenta disturbi digestivi molto importanti, che si aggravano nel tempo. In particolare, il soggetto tende a fare pasti troppo abbondanti e ricchi di grassi, avverte sonnolenza dopo i pasti, dorme male, fa spesso incubi e al mattino si sveglia con la nausea, spossato e di cattivo umore. Dopo i pasti, inoltre, lamenta gonfiore addominale, rigurgiti acidi e senso di pesantezza e spesso ha lievi coliche intestinali e tende ad essere stitico.
ANTIMONIUM CRUDUM: è utile per chi soffre di disturbi epatici che si manifestano con lingua biancastra, poco appetito, rigurgiti acidi dopo i pasti e cefalea, che migliora dopo una qualche eliminazione (come diarrea, vomito, eczema ed escrezione di muco dovuta a un raffreddore). Il fegato è aumentato di volume e la pelle tende al giallastro.
PODOPHYLLUM: è indicato per chi soffre spesso di diarrea mattutina, indolore, di colore giallo o biancastro, che può ripetersi una o due volte dopo i pasti principali. Il malato può presentare anche stitichezza, ma in entrambi i casi i sintomi sono: inappetenza, senso di amaro in bocca, una patina sulla lingua, sete intensa, molto appetito, dolori epatici ed eruttazioni acide. Il fegato è ingrossato, la pelle è giallastra e nella donna è frequente un dolore all’ovaio destro che si irradia alla base della coscia.
MERCURIUS: l’omeopata consiglia questo rimedio quando il paziente è spesso stanco, tende a dimagrire, lamenta un gusto cattivo in bocca, una salivazione abbondante e ha l’alito cattivo. Ha spesso sete intensa, ma l’ingestione di acqua fredda gli provoca acidità. La sua lingua è spessa e giallastra, tende ad avere la gengivite (infiammazione delle gengive) e il fegato alla palpazione appare ingrossato e talvolta indurito. Di notte il paziente soffre spesso di sudorazioni fredde e fa feci schiumose tendenti al verde con bruciore rettale ed emorroidi.
SOLIDAGO: è il rimedio indicato per chi presenta una leggera insufficienza epatica, che si manifesta con l’addome disteso soprattutto al mattino, feci molli e dolori alla schiena, prevalentemente a destra. Il fegato è piccolo e le urine sono scarse e scure. Possono essere presenti anche petecchie con prurito o porpora.
TARAXACUM: il malato in questo caso lamenta bocca amara e asciutta durante il giorno, mentre di notte ha ipersalivazione. Sono presenti, inoltre, stipsi, mal di testa, tensione addominale e fegato ingrossato.
KALI CARBONIUM: si consiglia quando il paziente soffre di severe distensioni addominali dopo i pasti, talvolta con coliche gassose dolorose. Il fegato è ingrandito e si ha stipsi ostinata, con feci dure, fermentazione intestinale ed emorroidi voluminose. Spesso il paziente si sveglia in piena notte, con dolori dovuti a una colica addominale.
GRAPHITES: i sintomi che indicano l’utilizzo di questi rimedio sono: frequenti eruttazioni acide lontano dai pasti, difficoltà nell’emissione delle feci che appaiono dure e ricoperte di muco, ragadi anali, dolori intestinali, fegato ingrossato e doloroso. Nella donna, in particolare, si hanno obesità, cellulite e una disarmonia ipofisi-ovaio. Benché Graphites sia utilizzato soprattutto per i disturbi gastro-intestinali, rappresenta in realtà un valido rimedio per il trattamento dell’insufficienza epatica cronica, soprattutto se accompagnata da duodenite o ulcera duodenale.
IRIS VERSICOLOR: si pensa a questo rimedio quando a prevalere sono sintomi quali: bruciori allo stomaco, diarrea e cefalee che sono precedute da scotomi scintillanti e che terminano spesso con vomito mucoso. Il fegato è ingrandito e fa male, soprattutto con il movimento.
* Per l’ipertrofia epatica si consigliano:
CARDUUS MARIANUS: è il rimedio per i pazienti che hanno sempre disturbi digestivi, vertigini, emorroidi, sono spesso di cattivo umore e freddolosi. La cute nella zona del torace presenta in genere delle macchie gialle (soprattutto nella parte dello sterno), alla pressione il fegato è doloroso (il dolore aumenta quando il paziente si sdraia sul lato sinistro), l’addome presenta un eccesso d’aria e le feci sono nere e dure. Il paziente alterna periodi di stipsi a periodi di diarrea e ha spesso emorroidi che bruciano, con emorragie saltuarie.
COLLINSONIA: è il rimedio per le donne in gravidanza che presentano emorroidi sanguinanti, ma non dolorose.
AESCULUS: le indicazioni per l’uso di questo prodotto sono la stasi venosa perirettale, la congestione pelvica venosa di origine intestinale e la stasi portale. In particolare, il malato è un soggetto facilmente irritabile, che si sveglia già stanco a causa della stasi venosa. Ha l’addome teso, soffre di stitichezza severa e tende ad avere emorroidi e faringiti.
ALOE: è indicata per i pazienti che si stancano facilmente, soprattutto a livello intellettuale, hanno spesso il viso arrossato (in particolare su naso, orecchie e labbra). Spesso soffre di emorroidi, cefalee, senso di gonfiore all’addome e diarrea dopo i pasti.
SEPIA: è un rimedio essenzialmente femminile, indicato quando le pazienti fanno fatica a stare in piedi e tendono a sedersi con le gambe incrociate, mentre con l’arrivo del ciclo compare alla base del naso una “farfalla giallastra”. I disturbi epatici si manifestano con nausea al risveglio, che migliora dopo la colazione, freddolosità e voglia di stare in solitudine, dolori gastrici dopo i pasti, con sonnolenza e nausea. La paziente prova avversione verso il latte, ha l’alito cattivo e vede migliorare tutti i sintomi dopo una breve siesta. Le feci sono dure e c’è sensazione di pesantezza rettale, che nell’uomo si manifesta con dolore perineale e pesantezza a livello dei testicoli.
LEPTANDRA: si utilizza quando il paziente soffre di coliche epatiche con dolori brucianti che si irradiano alla scapola sinistra e che peggiorano se ci si sdraia sul lato destro. Le urine, inoltre, sono di colore scuro.
PULSATILLA: è il rimedio in caso di ipertrofia epatica nelle giovani donne che digeriscono con difficoltà i pasti particolarmente ricchi di grassi, che hanno l’alito cattivo e la lingua giallastra. Hanno spesso l’addome disteso e tutti i loro sintomi peggiorano con il caldo, mentre migliorano con l’ingestione di cibi e bevande fredde.
LACHESIS: è indicato per le donne che in menopausa hanno manifestato disturbi endocrini, con conseguenze epatiche. Soffrono di piccole coliche epatiche e di emorragie intestinali, che evidenziano disturbi della circolazione. Il fegato è molto ingrossato e sensibile.
* Nelle epatiti funzionali con sofferenza periepatica i rimedi indicati sono:
BRYONIA: è il rimedio per l’epatite cronica. Il paziente di solito è magro, freddoloso, soffre di frequenti mal di testa e alterna fasi di diarrea e stipsi ostinata. Ha dolori addominali che si placano con la pressione delle mani, ha la bocca secca e le labbra che si screpolano.
MYRICA: il paziente ha quasi sempre un dolore fisso nella zona del fegato, che tende a irradiarsi verso la scapola sinistra. Di solito è bradicardico (ha il battito del cuore lento) e ha spesso muco in gola, difficile da espellere.
RICINUS: è indicato quando il paziente con epatite ha nausee frequenti e bruciori gastrici, vomito abbondante e diarrea verdastra.
HYDRASTIS: si sceglie se l’epatite è accompagnata da senso di vuoto allo stomaco, lingua spessa e giallastra, tendenza a dimagrire e stipsi importante, con emissione di feci dure, piccole e ricoperte di muco. Sono i sintomi tipici di chi è malato da anni e può far pensare a un’evoluzione tumorale.
BERBERIS: è indicato quando si ha dolore epatico che si irradia verso la spalla destra e le feci sono pallide e dure. Le urine, inoltre, sono rossastre (indicano un malfunzionamento renale), si ha dolore lombare, che si estende alle anche e alle cosce e il paziente fa fatica a ricordare e a raccontare le cose.
MAGNESIA MURIATICA: come Hydrastis, è il rimedio indicato per le epatiti di lunga data. Il malato soffre di forte stitichezza e le donne possono avere metrorragie (perdite mestruali) notturne è dolori mestruali di giorno. Se il paziente ha il fegato grosso e duro con noduli bisogna pensare a un’evoluzione tumorale.
Nelle epatiti funzionali con disturbi e segni prevalentemente epatici si prescrivono:
CHELIDONIUM: si utilizza quando la cute è molto gialla (ittero acuto), c’è forte prurito, dolore alla scapola destra che si aggrava con il movimento, il fegato è ingrossato e doloroso. Il paziente, inoltre, ha un forte desiderio di latte caldo, le sue urine sono scure, la lingua spessa e secca e l’alito cattivo, con dolore addominale soprattutto a livello del colon destro. Associato a Phosphorus e Lycopodium, il rimedio è usato come drenante.
CHINANTHUS: si utilizza in caso di ittero periodico. Il fegato è grosso e doloroso, con stipsi e feci chiare. Si hanno spesso forti cefalee e tensioni allo stomaco.
* Nelle epatiti funzionali con disturbi generali si consigliano:
CHINA: si preferisce questo rimedio quando il paziente ha l’addome disteso e soffre di diarrea frequente. Sono presenti, inoltre, pallore, anemia, cefalee, vertigini, labbra secche, fegato grosso e doloroso e milza talvolta palpabile. Anche dopo aver mangiato poco, il malato si sente subito sazio.
VIPERA: piccolo rimedio per l’insufficienza epatica, dove l’ittero è spesso accompagnato da disturbi cardiaci.
PHOSPHORUS: rimedio utile sia per le fasi acute, sia per gli stati cronici. Il paziente ha un grave ittero, il fegato ingrossato e molto doloroso, tanta sete che lo spinge a bere di continuo e un forte prurito alla pelle. Il malato, inoltre, tende ad essere assopito di giorno, mentre di notte soffre di insonnia e i dolori allo stomaco tendono a sparire momentaneamente con l’ingestione di acqua fredda.
LYCOPODIUM: è il rimedio principale per l’insufficienza epatica cronica. Il malato tende ad essere magro, depresso, freddoloso, si stanca facilmente e altrettanto facilmente può perdere la calma. Soffre di disturbi sia gastrici, sia intestinali. I disturbi allo stomaco, in particolare, peggiorano verso le ore 16-17, con bruciori violenti, pancia molto gonfia e difficoltà a eliminare i gas in eccesso. Di notte si sveglia con attacchi di fame, dorme male a causa del dolore al fegato e tende ad avere le emorroidi. Alcune scuole tendono a somministrare con Lycopodium dei drenanti come Solidago, Berberis e soprattutto Carduus e Chelidonium.
NATRUM SULFURICUM: il paziente che ha bisogno di questo farmaco ha dolori gastrici che peggiorano con l’umidità, cefalea e gonfiori agli arti inferiori. Presenta, inoltre, la lingua pastosa, la saliva spessa e al mattino soffre di rigurgiti e diarrea a getto.
ARSENICUM ALBUM: in questo caso il paziente tende a dimagrire, è ansioso e agitato e trova giovamento dall’ingestione di acqua fredda, che però tende subito a vomitare (negli stadi più avanzati).
CHOLESTERINUM: è il rimedio dei malati che presentano chiazze gialle su tutto il corpo che testimoniano un eccesso di colesterolo e soffre di sclerosi arteriosa.
Nelle epatiti con splenomegalia la scelta dell’omeopata cade sui seguenti rimedi:
QUERCUS GLANDIUM SPIRITUS: si prescrive quando il fegato e la milza sono aumentati di volume. In genere, si tratta di pazienti alcolizzati, con il viso arrossato, tremore alla lingua e alle mani, alito cattivo e vertigini se cambiano posizione rapidamente.
CEANOTHUS: è indicato per i disturbi alla milza. Quest’ultima, in particolare, appare ingrossata, così come il fegato che è duro e doloroso.
HELIANTHUS: è il rimedio indicato in caso di brucellosi, nei pazienti con febbre intermittente irregolare, anoressia, disturbi gastrici e sudorazione.
Nelle epatiti con prurito sono indicati:
DOLICHOS: se il prurito si concentra soprattutto di notte. Il fegato è ingrossato e sono presenti emorroidi che bruciano.
PHENOBARBITAL: è indicato quando l’epatopatia è legata a segni di orticaria con prurito, edemi ed eritemi poliformi.
BELLADONNA: in questo caso il prurito è più leggero e non è accompagnato da gonfiori. Il paziente, inoltre, è ansioso, ha le pupille dilatate e vede peggiorare i sintomi con la luce e i rumori.
APIS: è indicato in caso di forti edemi molto localizzati, che migliorano con il freddo e il paziente ha poca sete.
ARSENICUM ALBUM è prescritto quando l’edema migliora con le applicazioni calde, il paziente ha molta sete al mattino e tende ad essere agitato di notte.
*Per la cirrosi epatica i trattamenti omeopatici si differenziano a seconda che sia presente o meno sclerosi, degenerazione grassa, degenerazione pigmentata o stasi sanguigna. Nel dettaglio, si consiglia:
in caso di sclerosi: AURUM con fegato grosso, doloroso e sclerosi cardiovascolare, il paziente è depresso, violento e si altera facilmente; AURUM MURIATICUM se prevale la sclerosi cardiaca con cuore ipertrofico; PLUMBUM per i pazienti magri, con fegato duro ma non ingrossato e crampi e dolori nevralgici; IODUM quando il paziente è magro, affamato, nervoso, agitato e sta meglio solo dopo aver finito di mangiare, tende ad avere dolori e bruciori allo stomaco e ha la milza ingrossata; SILICEA è sempre indicato in caso di indurimenti tessutali in soggetti molto dimagriti, freddolosi e nervosi; ARSENICUM IODATUM per chi ha il fegato e la milza grossi e doloranti, si affatica facilmente e soffre spesso di meteorismo; KALI IODATUM infine è indicato quando il soggetto è magro, agitato, triste, astenico, vomita tutte le bevande fredde, ha il fegato grosso e indurito e dolori notturni alle ossa e alle articolazioni.
in caso di degenerazione grassa si può usare PHOSPHORUS quando la cirrosi è associata a urine scarse (oliguria), mentre si preferisce KALI BICHROMICUM se si tratta di cirrosi da bevitore di birra, con sete intensa, disgusto per l’acqua e la carne, senso di peso allo stomaco dopo i pasti e vomito con muco (segno di gastrite senza ulcera).
in caso di degenerazione pigmentata si utilizza ARGENTUM NITRICUM per la cirrosi con diabete, che si manifesta con dimagrimento, stanchezza, ansia, acidità di stomaco e digestione lenta, meteorismo e prurito.
*In caso di cirrosi con stasi sanguigna si sceglie PHOSPHORUS, il rimedio ideale quando oltre al fegato è interessato anche il cuore. Il rimedio, poi, può essere associato ad APOCYNUM se si ha debolezza cardiaca, oliguria, battito debole, nausea e vomito dopo i pasti, sete intensa, diarrea acquosa, gonfiore alle gambe, svenimenti e disturbi respiratori. Si associa, invece, DIGITALIS se oltre alla nausea, alle scarse urine e al battito debole si ha la sensazione di arresto cardiaco con il minimo movimento e il fegato è sensibile e doloroso. Esistono, poi, altri rimedi utili in questo caso già trattati precedentemente, come CHINA, CARDUUS MARIANUS, KALI CARBONICUM e NATRUM SULFURICUM.
*In presenza di ascite l’omeopata prescrive:
APIS se i sintomi sono tensione addominale, urine scarse e poca sete, pallore al viso, gonfiore della palpebra inferiore e diarrea.
CANTHARIS quando il paziente è molto eccitato, ha il viso pallido e bruciori all’esofago.
STROPHANTUS si preferisce quando si hanno gonfiori importanti, oliguria, difficoltà respiratorie costanti, polso rapido e irregolare.
ARSENICUM ALBUM se l’ascite è molto importante, che distende l’addome in modo evidente e doloroso. Il paziente, inoltre, ha tanta sete, è agitato e soffre di dispnea al primo movimento.
MERCURIUS si utilizza se c’è salivazione abbondante, infiammazione delle gengive, diarrea e sudorazione notturna.
KALI CARBONICUM è indicato per il malato stanco, con pochi edemi agli arti, ma con gonfiore evidente alla palpebra superiore (nell’angolo interno), forte meteorismo e disturbi respiratori con tosse verso le ore 3 – 4 di notte.
SENEGA se ci sono segni polmonari importanti, con tosse e forte dispnea.
PHOSPHORUS è il rimedio della funzione glicogenica, dell’ipertrofia e della degenerazione grassa.
LYCOPODIUM si usa quando la cirrosi è associata ad atrofia.
LACHESIS è il rimedio per le cirrosi alcoliche, con disturbi sia circolatori sia endocrini.
ARSENICUM ALBUM si utilizza per le epatiti infettive molto gravi.
*Per l’ittero si utilizzano:
NUX VOMICA quando il paziente lamenta nausea, amaro in bocca, un senso di peso allo stomaco anche dopo aver mangiato poco, bisogno di dormire dopo i pasti, emorroidi dolorose, fegato ingrossato e doloroso e difficoltà a dormire la notte. Il malato, in genere, è una persona sedentaria, con una discreta insufficienza epatica e per molto tempo ha esagerato con il cibo.
PULSATILLA si sceglie se si ha intolleranza per i cibi grassi che scatena mal di testa e vertigini al risveglio, alito cattivo, bocca secca e lingua bianca senza sete.
MERCURIUS SOLUBILIS si utilizza quando c’è alito cattivo, salivazione abbondante, fegato grosso e doloroso che rende difficile sdraiarsi sulla destra.
BRYONIA si sceglie in caso di un raffreddamento improvviso, con brividi, febbre alta, dolore al fegato, tosse e bocca secca
MAGNESIA MURIATICA è indicata se il fegato è ingrossato e doloroso, le feci sono biancastre e dure, la lingua è gialla e c’è da tempo un’intolleranza al latte.
NATRUM PHOSPHORICUM si sceglie se c’è bruciore allo stomaco, diarrea, cefalea di tipo pulsante, intolleranza per il latte, i grassi e gli zuccheri.
MYRICA CERIFERA si sceglie se c’è cefalea con stanchezza esagerata, l’urina è scura e schiumosa, il polso è lento con saltuarie palpitazioni.
DIGITALIS è il rimedio in caso di battito molto lento e irregolare, fegato grosso e doloroso, scarse urine, nausea seguita da sete, gonfiori alle caviglie. È particolarmente indicato nei cardiopatici che hanno già avuto stasi epatiche.
CHELIDONIUM si utilizza se l’ittero è importante, con prurito intenso, dolore allo stomaco e al fegato. Il paziente, inoltre, riesce a trattenere solo bevande calde e soprattutto il latte.
PODOPHYLLUM è il rimedio nei casi di ittero importante, quando il paziente non tollera alcun cibo, vomita spesso, ha sempre la diarrea, il fegato ingrossato e le urine scarse e scure.
TARAXACUM si prescrive solo se la lingua è “a carta geografica”, con lobo medio del fegato ingrossato.
CARDUUS MARIANUS è indicato quando il paziente lamenta dolore a destra, ma non riesce a sdraiarsi sul fianco sinistro, le urine appaiono giallo-oro e ci sono emorroidi con forte prurito. In questo caso sono indicati anche DOLICHOS per il prurito e BERBERIS per drenare la colecisti.
* In caso di ittero grave si prescrivono:
PHOSPHORUS quando l’ittero si prolunga senza cause apparenti, con frequenti emorragie intestinali, forte sete e desiderio di bevande fredde, vomito e bruciori generali, soprattutto al palmo delle mani.
LACHESIS si usa nei pazienti con frequenti emorragie, fegato ingrossato e di solito alcolizzati da tempo. Si evidenziano, inoltre, guance rosse, labbra viola, tremori alla lingua, senso di strangolamento e agitazione notturna. Le donne sono quasi sempre in menopausa o premenopausa, con disfunzioni ovariche, soprattutto a sinistra.
I rimedi per i disturbi legati alla litiasi della colecisti sono:
NUX VOMICA se c’è nausea al mattino con brividi, amaro in bocca, umore cattivo e la nausea peggiora dopo la colazione.
SEPIA è indicato con gli stessi sintomi citati per NUX VOMICA, ma in questo caso la nausea migliora dopo aver fatto colazione.
PETROLEUM se la nausea è presente in vari momenti della giornata, si hanno continue difficoltà digestive, piccole vertigini, un grande appetito e desiderio di bevande fredde. In particolare, i disturbi peggiorano con il movimento e si ha un’intolleranza per i cavoli e la choucroute, che scatena forte diarrea.
ARSENICUM ALBUM quando la nausea si presenta solo alla vista o all’odore dei cibi, si hanno continui disturbi digestivi e sete frequente.
CARBO VEGETABILIS è indicato in caso di forte aerofagia (eccesso di aria), soprattutto nella parte alta dello stomaco.
CHINA se la distensione per l’aerofagia colpisce tutto l’addome e si hanno continue eruttazioni.
KALIUM CARBONICUM si utilizza quando la distensione dello stomaco avviene subito dopo i pasti, con la sensazione di avere l’addome pieno d’acqua. I sintomi peggiorano sempre verso le 3 di notte.
GRAPHITES si sceglie quando il gonfiore all’addome è sempre accompagnato da frequenti eruttazioni e rigurgiti acidi, ma migliora con il vomito.
MOSCHUS quando dopo i pasti si avverte gonfiore, senso di svenimento e ipereccitabilità.
ARGENTUM NITRICUM è indicato per i pazienti con meteorismo e rigurgiti acidi dopo i pasti, dolore all’addome (sotto le costole), forte desiderio di zuccheri e costante agitazione.
Se si hanno forti cefalee, si consiglia inoltre: SANGUINARIA se le cefalee si presentano periodicamente (ogni sette giorni circa) e iniziano la mattina, peggiorano al pomeriggio e scompaiono la sera. Il paziente durante l’attacco sente il bisogno di stare al buio, in silenzio, avverte nausea e un senso di calore alle guance. Si sceglie, invece, IRIS VERSICOLOR se le cefalee sono accompagnate da bruciori allo stomaco, talvolta con vomito biliare e striato di sangue e si ha spesso diarrea alla mattina.
* Per le coliche epatiche i rimedi indicati sono:
BRYONIA se il dolore è localizzato allo stomaco e peggiora con il minimo movimento e le applicazioni calde, ma si calma con la pressione delle mani. Inoltre, è presente una forte tosse.
COLOCYNTHIS quando i dolori delle coliche sono improvvisi, coinvolgono tutto l’addome e il paziente sente la necessità di accovacciarsi per ridurre il senso di dolore. Gli attacchi si manifestano soprattutto dopo colpi di freddo, forti emozioni o abusi alimentari.
DIOSCOREA si usa, invece, quando i dolori migliorano con il movimento e la distensione del corpo.
BELLADONNA si sceglie quando i dolori non solo coinvolgono tutto l’addome, ma sono accompagnati da ipereccitabilità e ipersensibilità, con piedi freddi, febbre e pelle calda e umida.
MAGNESIA PHOSPHORICA è indicata per le coliche che compaiono e scompaiono improvvisamente, causando un dolore acuto che costringe il paziente a piegarsi in due e che può migliorare con le applicazioni calde. Può essere utile utilizzare anche CUPRUM se i crampi sono accompagnati da nausea, vomito, l’addome è duro e caldo e si ha molta sete, in particolare di bevande fredde.
* Per le coliche con febbre e brividi (rimedi d’infezione) si utilizzano:
EUPATORIUM PERFOLIATUM se si hanno piccoli brividi con dolori muscolari e articolari nella parte alta del corpo.
GELSEMIUM se la febbre e i brividi sono accompagnati da cefalea con disturbi visivi, la bocca è secca ma non si ha sete.
ECHINACEA se c’è uno stato infettivo con febbre alta, polso rapido e dolori addominali.
PYROGENIUM se si evidenziano anche forte agitazione e tendenza al delirio.
* Per i dolori epato-colecistici si prescrivono:
CHELIDONIUM se i dolori sono localizzati a destra e si presentano a intervalli, più o meno regolari, con nausea, vomito biliare, diarrea o stipsi. Le urine sono scure e schiumose, la bocca è amara, il fegato è doloroso e si ha un forte desiderio di bevande molto calde (soprattutto latte).
CARDUUS MARIANUS se i dolori sono localizzati a sinistra, il fegato è grosso e doloroso, l’addome è gonfio e le feci sono nere. Segni importanti sono le emorroidi, le varici e delle macchie gialle nella zona presternale.
CHINA se si ha un forte meteorismo con dolori al fegato, associati a milza ingrossata e dolente. Il paziente, inoltre, tende ad avere la diarrea, soprattutto dopo l’ingestione di latte o di frutta, seguita da fatica intensa, sudorazione e tanta sete.
BERBERIS si utilizza quando i dolori sono improvvisi e si estendono verso il lato sinistro del torace, peggiorano con il movimento e la pressione, rendendo difficile la respirazione. Sono indicati, in particolare, quando si ha salivazione abbondante, rossore violaceo del labbro inferiore e dolori perianali con presenza di Herpes dopo ogni defecazione.

