Cure per la gotta
Domanda di Teresa
Quali cure danno un risultato valido contro la gotta? Al momento ne ho provate di tutte, ma è una guerra continua e se abbassi la guardia la malattia subito riprende il sopravvento! In 62 anni non mi era mai capitato una cosa del genere e non so più che fare.
Saluti a tutto lo staff e tantissime grazie
Buongiorno,
la gotta è sicuramente una malattia estremamente “irritante”, per le limitazioni alimentari necessarie e per i danni d’organo correlati, presenti laddove la malattia non sia opportunamente trattata. La gotta è per definizione una patologia geneticamente predisposta, ma favorita nella sua manifestazione da alimenti, i cibi ricchi di molecole particolari, le purine, cibi quali la carne, specie le frattaglie, e il pesce, farmaci come i diuretici, per esempio, stress ossidativo, come in corso di infezioni o stati infiammatori di altra origine, eccessiva attività fisica e stress emotivi.
Si manifesta clinicamente a causa dell’iperproduzione di acido urico a fine metabolismo delle purine. L’acido urico è fisiologicamente prodotto, ma se in quantità eccessiva l’esubero viene parzialmente eliminato. La quota non espulsa si deposita nei tessuti e organi, specie nel rene, nelle articolazioni, nei tessuti lassi-connettivi, nei lobi delle orecchie, alterandone la struttura e la funzione, provocando calcolosi renale, importanti nefropatie, sovvertimento delle articolazioni con gonfiore, rossore, dolore sino alla formazione dei “tofi”, noduli deformanti dalla consistenza cretacea. L’acido urico si deposita sotto forma di cristalli aghiformi e di natura acida, provocando acidosi distrettuale nelle zone di deposizione, richiamando acqua e minerali alcalini per attenuare il possibile danno. Il persistere della deposizione dell’acido urico attiva l’infiammazione loco-regionale.
La cura della gotta si basa sul contenimento della sintesi dell’acido urico, sull’incremento della sua eliminazione, sull’attenuazione dei processi di acidificazione e sul controllo degli stati infiammatori. Oltre alla terapia farmacologica, la riduzione dei cibi contenenti purine, sostituendone il valore nutrizionale con altri alimenti, l’incremento della diuresi con l’aumentato introito di acqua, la buona e regolare funzione evacuativa intestinale rappresentano i primi elementi della prevenzione e della cura.
Il contenimento dello stress ossidativo cellulare con integrazione di cibi e integratori ad attività antiossidante, specie verdure e ortaggi freschi, l’osservazione di un’impostazione dietetica con adeguato indice glicemico, la depurazione epatica, l’astensione dall’alcol, sono altresì necessari per la riduzione dello stimolo infiammatorio. Un adeguato piano alimentare può essere fornito sulla base di tale indicazioni, valutando direttamente, ad personam, i suoi parametri nutrizionali e metabolici di partenza.
Sotto controllo medico, l’associazione di rimedi epatoprotettori e antiossidanti come l’estratto della pianta Desmodium adscendens, un misurino sciolto in un bicchiere d’acqua da bere due volte al giorno, lontano dai pasti, e di integratori antinfiammatori e antiossidanti contenenti curcuma, potenziata da pepe nero e sulforafano da broccolo, una cps durante il pranzo e la cena, possono sostenere l’efficacia delle prescrizioni alimentari.
Trova indicazione anche l’introduzione di un complesso alcalinizzante a base di bicarbonato di sodio e potassio, calcio carbonato, magnesio idrossido, sodio citrato e zinco gluconato in polvere, un cucchiaino sciolto in un bicchiere d’acqua due ore dopo pranzo e cena.
Il tutto da rivalutare a due mesi di distanze per le opportune variazioni successive.
dott.ssa Caterina Origlia

