Dalla stevia potenziali benefici contro il diabete
La stevia potrà essere usata anche nella cura del diabete? Forse, se alcune positive premesse da studi di laboratorio, sui topi, confermassero la loro efficacia anche in ricerche più ampie sull’uomo.
Oggi questo ‘zucchero’ naturale estratto dalle foglie di una pianta originaria del Sud America è impiegato per addolcire bevande e cibi, con due vantaggi: un potere dolcificante molto superiore rispetto al saccarosio e lo scarso apporto di calorie, tanto che la stevia non ha potere ingrassante. Ma il beneficio maggiore sta nel fatto che aiuta soprattutto a tenere a bada i livelli di zucchero (cioè la glicemia) nel sangue, cioè significa un miglior controllo sullo sviluppo e mantenimento del diabete di tipo 2. Forte di questa potenzialità della stevia, tuttavia già nota alla scienza, un gruppo di ricercatori della Katholieke Universiteit di Lovanio, in Belgio, ha voluto cercare di capire il meccanismo di azione della stevia, pubblicando la loro ricerca su Nature Communications. Hanno così ‘arruolato’ un gruppo di cavie, di topolini, e li hanno divisi in due gruppi: gli uni alimentandoli con una dieta grassa per un lungo periodo, così da indurre lo sviluppo di diabete di tipo 2, gli altri con lo stesso regime dietetico ma integrato quotidianamente da una dose giornaliera di stevioside, il principio attivo della stevia. Hanno così potuto scoprire che essa agisce sul TRPM5, un rettore del gusto che ha anche un ruolo importante nello stimolare la secrezione di insulina da parte del pancreas dopo un pasto, tenendo così lontano il diabete. Colpendo proprio questo recettore, la stevia contribuisce così regolare i livelli di glicemia, contrastando lo sviluppo del diabete di tipo 2, malattia causata da un’alimentazione troppo ricca di grassi. La riprova ne è stato il fatto che le cavie private artificialmente della proteina TRPM5, sebbene supportate dall’azione della stevia, si erano ammalate di diabete di tipo 2.
«È uno studio teoricamente interessante – è stato il commento di Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) – ma occorrerà dimostrare l’efficacia anche sull’uomo con studi mirati poiché i dosaggi di stevia, utilizzati nei modelli animali, sono molto superiori a quelli presenti nelle bevande o nei cibi dolcificati con questa sostanza».
Francesca Morelli

