Deficit di attenzione e iperattività: la dieta può fare miracoli
C’è una relazione tra abitudini alimentari e insorgenza o peggioramento del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)? E ci sono accorgimenti a tavola per migliorare il controllo dei sintomi in età evolutiva? A questi interrogativi hanno risposto i due autori di un articolo su Pediatrics (2012; 129:330-37), prestigiosa rivista internazionale. Finora sono state impiegate varie strategie dietetiche finora impiegate (per esempio la dieta con limitazione di zuccheri, quella oligoantigenica o quella chetogenica, utilizzata anche nell’epilessia), ma i risultati non sono stati univoci né tantomento convincenti. E’ invece apparsa promettente la supplementazione con acidi grassi polinsaturi omega-3, a fronte di un probabile legame tra dieta “occidentale”, caratterizzata da elevato apporto di grassi saturi e zuccheri raffinati, e ADHD. Questo disturbo, che interessa in Italia oltre 250mila bambini e del quale non sono note le cause, potrebbe quindi giovarsi di specifici integratori. Spetterà alla ricerca futura stabilire quali individui possano trarre il massimo beneficio da questo approccio, complementare e non alternativo ai farmaci ma forse utile a ridurne dosi e durata d’impiego.

