Dermatite atopica in crescita fra i piccoli: colpa dell’inquinamento
È ancora colpa dell’industrializzazione, di metalli pesanti emessi da marmitte catalitiche, di smog, fumo, traffico e perfino dell’acqua troppo dura e calcarea. La modernità costa cara alla pelle dei bambini, sempre più sensibile a dermatiti, eczemi, pruriti, allergie. Lo confermano gli esperti riunitisi a Gerusalemme nelle scorse settimane in occasione della 7° Conferenza Mondiale dell’International Network on Children’s Health, Environment and Safety, promossa da Paidòss (Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza).
Nonostante una predisposizione scritta nel DNA, rappresentata dalla mutazione del gene per la Filaggrina (FLG), i più recenti studi attestano che quasi la metà dei bambini fra i 2 e i 5 anni che ne sono portatori potrebbero anche non sviluppare la dermatite atopica. È segno del maggior peso dell’azione ambientale che può far prolungare le manifestazioni della malattia fino a 7 anni, rispetto a una risoluzione (di norma) entro il terzo anno di vita. «Si ipotizza che proprio l’interazione fra fattori ambientali e genetici – spiega Giuseppe Mele, Presidente di Paidòss – possa portare al riacutizzarsi della dermatite atopica. Fondamentale è, dunque, la prevenzione anche su di una pelle sana».
Come? Alle prime manifestazioni di dermatite rappresentate da prurito, secchezza diffusa sulle mani e il viso, o sulle gambe e le ginocchia «è indispensabile – raccomanda Giuseppe Ruggiero, Coordinatore Scientifico di Paidòss – l’uso costante di creme emollienti per contrastare la secchezza e ripristinare la barriera cutanea, fare bagni brevi (non più di5 minuti) con detergenti specifici con o senza antisettici e un ph nei limiti fisiologici (circa 6)».
Anche l’alimentazione ha la sua importanza. «Deve prevedere un maggiore apporto di frutta e verdure (per assumere vitamine e sali minerali) – conclude Mele – pesce, grassi di origine vegetale, fibre e cereali, essere arricchita da molta acqua limitando invece il consumo di bevande zuccherate».

