Dire inquinamento è dire danno ai polmoni
Se vi fosse ancora qualche sospetto, ora ogni dubbio è sciolto: esiste una stretta relazione tra l’incidenza di tumore al polmone, sviluppatosi in Europa, lo smog e l’inquinamento. Ad attestarlo, per la prima volta, è un importante studio internazionale, cui ha partecipato anche l’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, che ha coinvolto oltre trecento mila persone seguite per una media di quasi 13 anni. Fra queste anche gli abitanti di Roma e Torino, due fra le città italiane risultate più inquinate. «Il nostro studio – spiega Vittorio Krogh a capo dell’équipe dell’INT – ha dimostrato che più è alta la concentrazione di inquinanti nell’aria, maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone nelle persone che li respirano».
Sotto accusa sono soprattutto le polveri sottili. «Il Pm10 e Pm 2,5 ed in particolare il Black carbon – ha continuato lo specialista – capaci di insinuarsi negli alveoli polmonari grazie alle ridottissime dimensioni e da qui, passare direttamente nel sangue». Altrettanto pericolosi sono gli ossidi di azoto e il biossido di zolfo.
Qualche consiglio utile per adulti e bambini per respirare meno aria cattiva? «Evitare di uscire nelle ore di punta sia a piedi ma anche in macchina – conclude Krogh – dove la concentrazione dei veleni all’interno dell’abitacolo può essere anche maggiore, scegliere i tragitti meno inquinati, utilizzare per portare a spasso i più piccoli zainetti o marsupi che li risparmia in parte da agenti inquinanti, includere nella dieta cibi ricchi di antiossidanti, quali agrumi, melograno, carote, pomodori, barbabietole e verdure a foglie verdi». La tutela è, infatti, la prima regola della prevenzione.

