Ecco le regole d’oro dell’esposizione al sole
È il tormentone di ogni estate. Ma siamo convinti che ‘repetita juvant’ è così, in vista dei prossimi bagni di sole, ci mettiamo a ricordare le regole della buona abbronzatura, perché «l’esposizione graduale – spiega Ignazio Stanganelli, Responsabile del Centro clinico-sperimentale di Oncologia dermatologica dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori – riduce il rischio di scottature solari» le quali, se frequenti, sono un fattore di rischio ormai accreditato per lo sviluppo di tumori della pelle.
Ecco come farsi baciare dal sole:
1. Evitare l’esposizione eccessiva specie se si ha un fototipo I (capelli biondo-rossi, occhi e carnagione chiari e lentiggini) o II (capelli biondo-castani, occhi e carnagione chiari e lentiggini). In generale si dovrebbe cominciare con 45/60 minuti il primo giorno, evitando le ore centrali e più calde, aumentando a poco a poco il tempo di esposizione per arrivare a ottenere in 15-20 giorni un’abbronzatura uniforme e duratura, soprattutto senza rischio di scottature.
2. Proteggere i bambini dalle scottature ed evitare l’esposizione solare diretta dei neonati fino a 1 anno perché, pur avendo un numero di melanociti pari agli adulti, hanno la pelle molto più sottile, pertanto più sensibile al danno da UV. È bene dunque approfittare dell’ombra naturale di alberi, tettoie, ombrelloni.
3. Proteggere in modo particolare alcune sedi corporee come naso, labbra, orecchie, collo, scollatura, spalle, cuoio capelluto che si scottano più facilmente. Applicare comunque le creme fotoprotettive, su tutto il corpo in dosi adeguate e per più volte durante l’esposizione, specie dopo i bagni in mare.
4. Utilizzare indumenti e accessori per proteggersi dai danni del sole come cappello con visiera, camicia e occhiali da sole con filtro UV al 100%. Questo perché la prolungata esposizione degli occhi alla luce del sole può favorire, alla lunga, la formazione di cataratte, mentre elevati livelli di luce visibile ad alta energia possono essere legati alla degenerazione maculare dell’età avanzata.
5. Evitare l’utilizzo delle lampade artificiali per abbronzarsi. Dal 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera anche le radiazioni ultraviolette artificiali come carcinogeni tanto che dal 2011, in Italia, l’uso delle lampade abbronzanti è vietato alle persone più vulnerabili come i ragazzi sotto i 18 anni, le donne in stato di gravidanza, i soggetti che in precedenza hanno sviluppato un tumore maligno della pelle. «Le radiazioni UV artificiali – conclude Stanganelli – hanno un effetto additivo alle radiazioni solari: 20 minuti di esposizione artificiale corrispondono ad una giornata di sole in pieno agosto».
Francesca Morelli

