Farmacia Dellagiovanna a Casalnoceto: “È oltre la dispensazione di farmaci che inizia il ruolo del farmacista omeopatico”
Un farmacista che esce dal banco per essere sempre a contatto con il pubblico, tramite la consulenza al cliente e le lezioni di medicina complementare: questo è il modello professionale di cui ci parla in questo numero la dr.ssa Marina Montanari, titolare della Farmacia Dellagiovanna. Un impegno come farmacista e insegnate, il suo, che nasce dalla passione per la fitoterapia e l’omeopatia germogliata in un piccolo paese rurale dell’Alessandrino.
La Farmacia Dellagiovanna riserva ormai da tempo particolare attenzione alla medicina omeopatica e naturale. Ci racconti qual è stato il percorso, dopo la laurea in Farmacia, che l’ha portata a interessarsi di omeopatia.
Dopo il liceo classico la mia voglia di conoscenza in ambito scientifico e chimico mi ha spinta a frequentare la facoltà di Farmacia a Pavia. Sono diventata titolare di farmacia a Casalnoceto, un piccolo paese rurale di circa 800 abitanti in provincia di Alessandria. Pur avendo tre figli e la responsabilità di un esercizio gravato da pesanti turni, ho cercato all’inizio un percorso diverso da quella che era la sola dispensazione al banco di farmaci. È così che la mia passione per la fitoterapia e l’omeopatia mi ha condotta verso mete lontane a cercare orizzonti nuovi della conoscenza, dalla Spagna alla Russia, dalla Francia ai Paesi dell’Est, dall’Africa all’America, con l’aiuto di mio marito giornalista.
Si trova dunque più spesso a consigliare rimedi naturali, piuttosto che farmaci tradizionali? Per quali patologie e sintomi in particolare?
Penso che il farmacista sia un anello di congiunzione tra medico e paziente, quindi di fronte alla richiesta del cliente si decide che strada percorrere: il farmaco tradizionale, se prescritto dal medico, o il rimedio naturale. Mi capita spesso di consigliare rimedi omeopatici o fitoterapici per l’obesità, la caduta dei capelli, l’insonnia, lo stress e l’aumento delle difese immunitarie.
Con quale spirito i Suoi clienti si avvicinano alla medicina omeopatica? Ci può riportare qualche esperienza o aneddoto interessante?
L’elemento essenziale è sicuramente la fiducia che i clienti ripongono nel farmacista ed è in virtù di questa che provano a percorrere un percorso alternativo, spinti poi anche dalla curiosità o dal desiderio di risolvere problemi in cui la medicina tradizionale ha fallito. Ricordo ad esempio il caso di una signora con cistite ricorrente e un leggero prolasso, che era stata curata con molti antibiotici senza alcun risultato, perché non esisteva carica batterica. Conoscendo da anni il suo vissuto, i suoi contrasti con il marito e le offese subite, ho pensato che la Staphisagria potesse essere l’unico rimedio che avrebbe risolto il suo problema, perché di origine psicosomatica. E così è stato.
In questo periodo dell’anno che precede l’arrivo della stagione fredda quali sono i Suoi consigli di farmacista omeopata nella prevenzione degli inconvenienti tipicamente autunnali, come i primi raffreddamenti, influenze e i mali di stagione in generale?
Dal punto di vista omeopatico sia per i bambini sia per gli adulti la scelta è Aconitum, quando l’umidità rende i virus e i batteri più aggressivi. L’altro rimedio è Ananas barbarie 200 k, una dose settimanale fino ad aprile per supportare le difese immunitarie.
In qualità di esperta di omeopatia e fitoterapia, che combina il suo lavoro in farmacia con il suo impegno come coordinatrice delle Lezioni di medicina complementare a Voghera, cosa si sente di consigliare a un giovane che vuole intraprendere la carriera di farmacista omeopata nel nostro paese?
Secondo la mia esperienza, il farmacista deve uscire dal banco, entrare nella società ed essere sempre in contatto con il pubblico. Le lezioni dell’Unitre, che tengo da sei anni a questa parte, mi hanno dato in questo senso grande soddisfazione e riscontro da parte di professionisti presenti.
Per concludere, saprebbe descrivere con tre aggettivi come vede in prospettiva lo sviluppo del ruolo del farmacista omeopata nei prossimi anni?
Empatico con il cliente, preparato nelle varie discipline della medicina integrata e audace nell’affrontare le critiche da parte di persone che hanno pregiudizi sui rimedi omeopatici.
Valentina Pinton

