Focus sull’Omeopatia: anche al Senato si pone l’accento sull’esigenza di norme chiare per il settore
Si è tenuto giovedì 29 settembre a Roma il Simposio Nazionale, promosso dal Senato della Repubblica, Le Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali nel Servizio Sanitario Nazionale, per l’uguaglianza dei diritti di salute oltre le esperienze regionalistiche: Salutogenesi e Prevenzione, Formazione a profilo definito, Buona pratica clinica, Ricerca clinica no-profit. Criticità, esigenze sociali, prospettive future: un confronto interdisciplinare”.
Articolato in 4 sessioni, con focus su Agopuntura e Medicina tradizionale cinese, Ayurveda, Medicina antroposofica, Omeopatia e Omotossicologia, Fitoterapia, Osteopatia, Chiropratica e Shiatsu, il Simposio ha evidenziato la necessità di dare norme chiare a un settore, quello delle cosiddette “Medicine Alternative”, che richiede formazione qualificata, informazione al pubblico, fondi per la ricerca. Esperti e rappresentanti politici si sono confrontati su criticità e prospettive future del mondo delle Medicine non convenzionali, a tutela della professione dei medici e della sicurezza dei pazienti, sui percorsi di prevenzione e cura delle malattie, sull’educazione agli stili di vita, sulla buon pratica clinica e sulla ricerca scientifica no profit.
Anche l’OMS chiede una regolamentazione del settore, come ha ricordato il Vice Presidente Commissione Sanità del Senato Maurizio Romani. “Trovo istituzionalmente inopportuno il tentativo dell’Iss di impedire un dibattito tra medici su tematiche al centro di vari progetti di legge, di tutte le parti politiche, depositati in Parlamento sul tema delle Medicine con convenzionali” ha affermato Maurizio Romani, aprendo il Convegno al Senato dedicato proprio alla possibilità di inserire le medicine complementari e tradizionali nel paniere del Sistema Sanitario Nazionale. In Italia, alcune Regioni (come Toscana e Piemonte) hanno già inserito le prestazioni di Medicina “alternativa” nei loro sistemi sanitari e hanno istituito un registro di Medici che praticano omeopatia, fitoterapia e agopuntura. Diventa pertanto urgente regolamentare le prestazioni anche nelle altre regioni, considerando il numero sempre più elevato di utilizzatori di medicine non convenzionali. Infatti, secondo i dati del Consorzio UE CAMbrella, in Europa non meno di 100 milioni di persone fanno regolarmente uso di prestazioni sanitarie di medicine non convenzionali, come cura o come prevenzione. E sono circa 10 milioni gli italiani che invece ricorrono, anche in via non esclusiva, a discipline come agopuntura, medicina tradizionale cinese, omeopatia, osteopatia, medicina antroposofica, chiropratica o shiatsu. I medici e i veterinari che esercitano queste discipline in via esclusiva o come attività professionale prevalente sono invece 20mila. Numeri importanti, ha ricordato Paolo Roberti di Sarsina, presidente dell’Associazione medicina centrata sulla persona Onlus, per questo “occorre normare il settore”. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha dichiarato Roberti di Sarsina – ha emanato un piano strategico 2014-2023 sulla diffusione, l’insegnamento, la tutela e la ricerca e l’insegnamento delle medicine tradizionali e complementari. È stato inviato a tutti i Paesi membri, ma non risulta che sia stato diffuso a livello nazionale Così come in Italia a livello istituzionale non è stata data diffusione delle risultanze del Consorzio europeo finanziato dalla Ce che per tre anni ha lavorato per fornire dati agli Stati membri. È necessario” ha quindi aggiunto “che tutte le medicine non convenzionali, dall’Ayurveda alla medicina tradizionale cinese, vengano regolamentate e senza esclusioni. Serve anche una formazione qualificata, garantire fondi per la ricerca, e informare correttamente i pazienti su queste risorse terapeutiche”.
D’accordo con il senatore Romani si è dichiarato il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga: “Sposo in pieno le dichiarazioni del senatore. Quanto sta avvenendo dimostra con chiarezza che c’è un clima di preclusione e di pregiudizio verso le medicine complementari. Dal Cicap all’ultimo detrattore devono mettersi in testa che le medicine complementari sono regolamentate dalla legge. C’è stato un Accordo nelle Conferenza Stato Regioni del 2013 che ha stabilito il profilo professionale dell’esercizio dell’agopuntura. Inoltre i medicinali omeopatici in virtù di una norma europea sono diventati farmaci. Per questo le aziende stanno allestendo i dossier da inviare all’Aifa, la quale li sta valutando per il rilascio dell’autorizzazione in commercio”.

