Freddo e disturbi vescicali: fastidiose insidie anche per i nostri animali
Con l’arrivo della stagione autunnale i nostri animali domestici si trovano più spesso a contatto col terreno freddo e umido e ciò può far insorgere disturbi alla vescica. L’animale si mostra irrequieto, manifesta un desiderio costante e infruttuoso di urinare, ha tracce di sangue nell’urina, appare molto sofferente e in pochissimo tempo deperisce: tutti segnali che ci devono mettere in allarme e che indicano un possibile coinvolgimento di reni, vescica o uretra. Quando, nonostante i continui tentativi, l’urina non riesce a passare nemmeno a gocce, la situazione diventa urgentissima e il medico veterinario deve intervenire al più presto tramite l’inserimento di un catetere che provveda allo svuotamento della vescica. Se però la situazione non è così drammatica, si può fare molto con l’aiuto dell’omeopatia (vedi box dedicato). È bene sapere che le femmine soffrono più spesso di cistite, i maschi di calcolosi, patologia, quest’ultima, che colpisce il gatto più del cane, anche a causa della sua refrattarietà all’ingestione di acqua: infatti, normalmente un gatto “sano” alimentato con un cibo non secco raramente viene visto bere alla ciotola. L’aggregarsi di cristalli si verifica quando le urine sono molto concentrate e ferme nelle vie urinarie per un tempo sufficiente, e se il pH ne favorisce la formazione. Tutti fattori che vengono condizionati dal tipo di alimentazione, cioè dalla natura delle scorie eliminate con le urine, dall’attività fisica, dall’obesità e, nel maschio, dalla sterilizzazione. Per verificare che non ci siano problemi urinari è bene controllare regolarmente come l’animale urina e, se si tratta di un gatto che usa la cassetta con la lettiera, è bene osservare giornalmente il colore, la qualità e la quantità delle macchie bagnate, se si lecca molto spesso proprio dove esce l’urina, se cammina in modo normale o sembra come “rigido” sulle zampe posteriori. Se si nota qualche cosa di strano è bene intervenire subito, in modo da evitare al nostro animale molte sofferenze. In caso di calcoli i provvedimenti, relativamente alla situazione, possono essere clinici o chirurgici: è possibile cioè cercare di “sciogliere” le formazioni alterando uno dei tre fattori determinanti (concentrazione, tempo, pH), oppure rimuovere l’ostruzione chirurgicamente. In ogni caso, dopo un’adeguata idratazione, deve essere seguita una dieta contenente poco magnesio e che mantenga il pH al livello più adatto secondo il tipo di calcolo. In commercio esistono diete studiate appositamente per queste esigenze. Sono invece da evitare gli integratori vitaminici o minerali se non espressamente prescritti dal proprio veterinario, perché potrebbero essere addirittura controproducenti.
Articolo tratto dal numero 3/2014 di OmeopatiaSalute
Servizio di Laura Cutullo, Medico veterinario omeopata e floriterapeuta in Milano

