Gli italiani preferiscono l’omeopatia
Cresce l’apprezzamento degli italiani per le cure alternative, cui ricorre 1 italiano su 5. Specie all’omeopatia che si piazza al primo posto, con una preferenza superiore al 76% e un indice di gradimento di +6,7% rispetto al 2012. All’omeopatia seguono in ordine decrescente la fitoterapia (quasi 59%), l’osteopatia (circa il 45%), l’agopuntura (poco meno del 30%) e la chiropratica (oltre il 20%). Sono questi i dati resi noti dal Rapporto Italia 2017 di Eurispes, e diffusi da AMIOT, l’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia.
In funzione di quanto emerso sarebbe così possibile affermare che la fiducia degli italiani verso le cure non convenzionali nell’arco di pochi anni è più che raddoppiata. Le ultime stime parlano infatti di oltre 12.860 milioni di connazionali ‘terapeuticamente alternativi’, rispetto ai soli 6 milioni del 2000. «Come rilevato dal rapporto Eurispes – si legge in una nota rilasciata dal dottor Marco Del Prete, a nome dell’AMIOT – l’incremento del ricorso alle medicine non convenzionali è un dato assodato a livello nazionale, grazie a una presa di responsabilità sempre più rilevante delle famiglie e degli individui sul proprio stato di salute, cui si aggiungono l’autodeterminazione della scelta terapeutica e soprattutto le modalità relazionali medico/paziente, divenute più sensibili alle esigenze del paziente».
I dati emersi dal rapporto Eurispes allineerebbero l’Italia agli stand di apprezzamento europeo verso le medicine non convenzionali. Infatti, secondo le stime del Consorzio UE CAMbrella, più noto come CAM, in Europa, all’incirca 100 milioni di persone ricorrerebbero a prestazioni sanitarie di medicine non convenzionali si in termini di prevenzione che di cura. Una abitudine che starebbe entrando anche nel costume degli italiani.
Francesca Morelli

