Granuli, gocce, creme: le molteplici forme dei farmaci omeopatici
Le terapie in omeopatia, come nella medicina tradizionale, prevedono l’assunzione di rimedi sotto varie forme, come compresse, ovuli, pomate, granuli, globuli, ecc. La scelta dipende dal grado e dal tipo di malattia da curare e dalla zona colpita. Possono distinguersi, così, rimedi per uso interno e rimedi per uso esterno.
I rimedi per uso interno
– I granuli sono i più utilizzati in omeopatia e, in genere, vanno assunti alla dose di 3-5 granuli per volta, lasciandoli sciogliere lentamente sotto la lingua. Sono confezionati in appositi tubi, contenenti circa 80 granuli e sono costituiti da saccarosio e lattosio.
– I globuli sono piccoli tubi formati da tante piccole sfere di lattosio e saccarosio impregnate della sostanza diluita, come i granuli. Ognuno rappresenta una dose e va fatto scogliere lentamente in bocca, sotto la lingua.
– Le compresse, come gli altri rimedi per uso interno, vanno assunte lontano dai pasti evitando fumo, alcol e caffè per un po’. Sono costituite da saccarosio, lattosio, gomma arabica, stearato di magnesio, palmitostearato di glicerina e cellulosa microcristallina.
– Le gocce orali sono disponibili generalmente in flaconi da 15 o 30 ml e possono essere assunte pure o diluite in poca acqua. Contengono alcool, acqua purificata, glicerina e olio medicinale.
– Le supposte, di rapido assorbimento e spesso indicate per i bambini. Contengono burro di cacao, gliceridi solidi (semisintetici), glicerina, gelatina, acqua purificata e silice colloidale.
– Le fiale bevibili vanno versate interamente sotto la lingue, aspettando alcuni secondi prima di deglutire. Sono realizzate con alcool, acqua purificata, glucosio e sodio cloruro.
– Le pozioni contenenti, oltre alla sostanza curativa, acqua purificata, sciroppo semplice, alcool e glicerina.
I rimedi per uso esterno
– Gli ovuli da assumere per via vaginale. Contengono gelatina, glicerina, gliceridi solidi semisintetici, burro di cacao e acqua purificata.
– I colliri curano localmente i disturbi agli occhi e contengono acqua pro-iniectione, sodio cloruro, glucosio.
– Le pomate e le polveri da applicare sulla pelle. Le prime contengono vaselina, lanolina, paraffina liquida, bianco di balena, cera bianca e creme cetiliche, mentre le polveri sono realizzate con talco, amido e caolino.
– Le soluzioni vanno applicate sulla parte interessata in genere 2-3 volte al giorno. Contengono acqua, glicerina, alcool, paraffina liquida e olio medicinale.
– I dentifrici omeopatici, utili per esempio per calmare dolori alle gengive o dopo estrazioni dentarie, sono composti da craie, glicerina, acqua purificata, talco, caolino, calciocarbonato, sorbitolo, aromatizzanti.
L’impregnazione
Per la buona riuscita terapeutica, quando si parla di granuli, globuli, polveri e compresse, è importante che l’impregnazione della sostanza curativa nel “veicolo” avvenga in modo corretto. In pratica, l’impregnazione è l’operazione che consente di fissare la diluizione omeopatica di una sostanza su di un supporto (granulo, globulo, compressa o polvere).
I granuli sono piccole sfere con un peso di 0,050 g e un diametro di 3,5 mm e sono impregnati con una diluizione omeopatica nella proporzione dell’1% v/m secondo il metodo francese e dell’1% secondo quello tedesco. I granuli vengono quindi mescolati (quasi sempre in rotazione) con l’adeguata quantità di diluizione omeopatica e fatti poi seccare a una temperatura inferiore a 40 gradi. Il nome dei granuli dipende dalla sostanza e dalla diluizione utilizzata: per esempio l’Arsenicum album 15 ch si riferisce a granuli impregnati con la diluizione di Arsenicum album alla 15 centesimale hahnemanniana.
Le compresse, invece, hanno una massa di circa 0,100 g e sono impregnate con una diluizione omeopatica nella proporzione del 2% (cioè circa 2 cc. di diluizione per 100 g di compresse). Si preparano seguendo le stesse operazioni viste per i granuli.
Le polveri, infine, hanno come supporto il lattosio e, secondo il metodo francese, vengono diluite con una diluizione omeopatica nella proporzione dell’1% (cioè 1 cc di diluizione per 100 g di lattosio). Secondo il metodo tedesco, invece, l’impregnazione delle polveri si effettua con una diluizione omeopatica nella proporzione di:
1) prima decimale: 3 parti di liquido e 9 parti lattosio. Si fa essicare e si aggiunge la decima parte di lattosio;
2) seconda decimale: una parte di prima decimale e 9 parti lattosio;
3) prima centesimale: 3 parti liquido e 99 parti di lattosio. Si evapora a secco e si aggiunge lattosio fino ad ottenere 100 parti;
4) seconda centesimale: una parte di prima centesimale e 99 parti di lattosio.
Si prosegue in questo modo per altre diluizioni.

