I consigli di … Alessandro Magno per cicatrizzare le ferite
Aloe e Borragine, più precisamente Consolida: sono questi i rimedi ‘cicatrizzanti’, usati da Alessandro Magno, quando ancora non esistevano disinfettanti e antibiotici, per mettersi al riparo dal rischio di infezioni e complicazioni. Con ottima efficacia, ‘naturalmente’ valida anche nei tempi moderni.
Il merito cicatrizzante dell’Aloe sta soprattutto nella foglia, in una sorta di gel in essa contenuto. Questo è una mucillagine ricca di polisaccaridi, di glucomannano in particolare, che si applica direttamente sulla ferita e in grado di attivare il fattore di crescita dei fibroblasti, stimolandone attività e la proliferazione. Ma non solo: il gel aumenta anche la produzione e secrezione di collagene che accelera la guarigione.
A quei tempi c’era (e c’è anche oggi) anche un secondo prodotto: la Consolida maggiore (Symphytum officinale), una pianta erbacea perenne, appartenente alla Boraginaceae. Qui il benefico merito starebbe, invece, nella radice che una volta polverizzata poteva essere usata per preparare dei cataplasmi L’azione cicatrizzante, secondo i più recenti studi, dipende soprattutto dall’allantoina, una piccola molecola che ha effetti dermoriparativi, idratanti e antiossidanti. Tanto che questa sostanza viene largamente utilizzata in creme cosmetiche.
Infine per una preparazione casalinga, utile a ‘suturare’ piccoli tagli e ferite, si può ricorrere all’Erba della Madonna (Sedum telephium). È una pianta grassa, piuttosto diffusa nei giardini ma anche come specie ornamentale da vaso, preziosa soprattutto per le sue foglie la cui cuticola inferiore, tolta dalla polpa e applicata sulla ferita, può favorire la formazione del tessuto sottostante. Questo grazie ad alcuni componenti – i flavonoidi e i polisaccaridi – che svolgono una azione batteriostatica, antinfiammatoria, antiossidante e riepitalizzante. Le foglie vanno lavate e poi poste in un contenitore ermetico pronte per essere congelate. Il successivo scongelamento, oltre a facilitare la rimozione della pellicola dalla parte inferiore della foglia, provoca anche la fuoriuscita dei principi attivi preziosi, quelli che una volata applicata la sostanza sulla superficie da trattare ne favoriranno la cicatrizzazione.
Francesca Morelli

